Covid e crisi economica, Il Ciottolo sospende l’attività: “Pronti a riaprire subito ma lavorando a modo nostro”

NapoliToday ha intervistato Gino Bergamè, titolare della nota cornetteria di via Marina

Le nuove misure restrittive del Governo e della Regione, infatti, hanno fortemente penalizzano tutti i locali che lavorano di notte. Bergamè ha espresso un malcontento che, ovviamente, è comune all’interno dell’imprenditoria partenopea ma, al tempo stesso, rimane comunque un intramontabile ottimismo:

“Ieri, dopo aver fatto una giornata di lavoro, dalle 18 alle 23 – dato che noi siamo un locale notturno – in intesa con i miei collaboratori, ci siamo riuniti per prendere una decisione. Abbiamo valutato la situazione e, infine, abbiamo deciso di abbassare la serranda. Alla fine, abbiamo ritenuto che, la scelta migliore da fare, è attendere la promulgazione di un nuovo decreto che possa consentirci di lavorare – d’accordo – ma a modo nostro. Noi abbiamo cercato di rimanere aperti fino all’ultimo. La nostra speranza, ovviamente, è che si possa, almeno, puntare sul delivery senza limiti di orario”.

Cosa si augura possa essere cambiato relativamente al delivery e all’asporto?

“Finchè non avremo accesso ai tavolini, con il delivery stoppato alle 23, lavorare è impossibile. Insensato. Chi mai potrebbe comprarsi un cornetto alle 21 di sera? Certamente andare avanti soltanto con i panini non mi consente di sostenere la mia attività. Inoltre, credo che, anche invertendo gli orari, e lavorano dalla mattina fino alle 18, non ci sarà nessuna soluzione valida. Via Marina, adesso, è completamente vuota. La gente preferisce evitare di entrare in un bar o in un ristorante e io, sinceramente, no mi sento di dargli torto e non soltanto per la paura del Covid; ma anche per la paura di spendere soldi in un periodo delicato come questo. Dovremo fare tutti sacrifici economici e andare a prendere una pizza al ristorante o anche un cornetto la sera, forse, è un lusso che in questo momento è meglio evitare. È il Governo che deve dare certezze al cittadino”.

Quindi, per quanto riguarda il Ciottolo, non parliamo di chiusura definitiva ma, piuttosto, di una “speranzosa sospensione”?

“Assolutamente sì. Noi rimaniamo ottimisti e se domani verrà emanato un decreto che ci consentirà di lavorare come abbiamo sempre fatto, noi siamo pronti a tornare in campo. Alla fine, basterebbe lavorare tutta la notte col delivery; non mi sembra una soluzione tanto complessa. La scelta del Ciottolo vuole anche in qualche modo sensibilizzare la gente su di un problema, quello dell’economia campana, che deve emergere, in un modo o nell’altro. Ora dobbiamo guardare in faccia la realtà. Adesso è giunto il momento di abbassare le serrande ma, credo e spero che, nel giro di un paio di settimane, si possa parlare di una condizione completamente diversa”.

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