Cronaca

Meno lavoro e carovita: famiglie in fuga da Napoli

Primi dati Istat in merito al Censimento 2011. Una perdita di circa 56mila abitanti in 10 anni. La disoccupazione ha spinto i giovani fuori regione, la poca vivibilità ha portato genitori e figli fuori provincia

Una famiglia

Primi dati del censimento Istat 2011: rispetto all’ultima rilevazione, risalente al 2011, Napoli perde circa 56mila abitanti e più di 6mila nuclei familiari. Parliamo di una perdita di circa 5mila residenti all’anno.

A riferire queste prime notizie sono Livio Coppola e Marco Toriello dalle pagine de Il Mattino. Si tratta di una vera fuga dalla città con conseguente grossa perdita di popolazione, scrivono i due giornalisti del quotidiano cittadino, che sarebbe da imputare al trasferimento fuori provincia o fuori regione, ma anche alla diminuzione della numerosità familiare. In sostanza, si fanno meno figli e ci si trasferisce sempre di più in altri posti.

Altro dato che viene fuori da questa prima analisi dei dati Istat è l’aumentano delle situazioni di disagio sociale, con molti più residenti che dichiarano di vivere in “baracche” o in abitazioni di fortuna (un aumento addirittura del 237 per cento: con 1348 casi rispetto ai 400 di 10 anni fa).

A quanto pare, a diminuire significativamente sarebbe stata, in questi ultimi 10 anni, soprattutto la popolazione maschile (con la perdita di circa 32mila unità, contro le 24mila femminili): un fenomeno che sembrerebbe fortemente legato al sempre crescente tasso di disoccupazione, che ha determinato l’esigenza di trasferimento fuori regione (secondo alcuni studi del Cnr, si tratterebbe di circa 200mila giovani, in età compresa tra i 18 e i 30 anni, emigrati negli ultimi 10 anni).
Un altro dato significativo emerge da questi primi dati: lo spostamento dalla città è avvenuto anche in favore di altre province (come ad esempio il salernitano), un fatto legato probabilmente alla migliore vivibilità di zone a minore densità di popolazione.

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