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Caro bollette a Napoli, la testimonianza di tre imprenditrici: "Come si potrà andare avanti?" | Video

Tagli del personale, riduzione degli orari d’apertura, riorganizzazione della gestione del lavoro, sacrifici e rinunce per far fronte alla crisi energetica

La crisi energetica con il rincaro delle bollette e il caro vita affligge la quotidianità di tutti. Le attività commerciali sono tra quelle più in sofferenza. Causa anche gli anni cadenzati dal Covid, la ristorazione è tra quei settori più in affanno. 

Da mesi gli imprenditori del food and beverage stanno lanciando l'allarme con appelli che illustrano i problemi e le conseguenze, alcune inevitabili, per far fronte all'emergenza. 

Chiusure anticipate delle attività , tagli del personale e, laddove è possibile, un leggero aumento dei prezzi che alla lunga può non andar bene ai consumatori. È come un cane che si morde la coda. 

La situazione 

Instabilità, insicurezza e preoccupazioni imperano. La guerra in Ucraina, la diffusione di nuove varianti Covid, i costi dell’energia e delle materie prime schizzati alle stelle, il pesante ritorno dell’inflazione, proiettano l’ombra della recessione sul futuro, con 30mila imprese a rischio chiusura la conseguente perdita di almeno 130mila posti di lavoro, che andrebbero ad appesantire l’emorragia subita dal settore durante la pandemia.

Trovarsi in crisi permanente significa dover prendere nuove decisioni, impone capacità di adattamento e di visione sul futuro.

C’è il bisogno di provvedimenti emergenziali. Gli attori del settore della ristorazione chiedono alle istituzioni un’estensione temporale dei crediti d’imposta sui costi energetici, la rateizzazione delle bollette e nuovi interventi di sostegno alla liquidità delle imprese, anche con gli strumenti di garanzia pubblica.

Inoltre, va definito un Piano energetico nazionale che preveda la diversificazione delle fonti e dei fornitori, con l’implementazione di un “Recovery Fund Energetico” europeo.

La Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi è impegnata a sostenere con responsabilità le istanze dell’ampio a articolato mondo della ristorazione, settore che ha bisogno anche di misure che affrontino i nodi strutturali emersi durante la pandemia.

Per primo il lavoro, tema centrale per un settore che fa del servizio l’elemento premiante della sua offerta. Sono necessarie politiche attive. Soprattutto, occorre che le imprese mettano in pratica nuovi modelli di offerta, riorganizzando i processi anche all’insegna della sostenibilità, cose che molte di esse già stanno attuando.

In questo momento storico è necessario un confronto sinergico con il governo. Con questo spirito, i componenti della Fipe hanno da poco incontrato il  neo Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Urso in occasione dell’Assemblea FIPE 2022.

Dopo appelli, incontri e misure per frenare la valanga qual è la situazione che si profila con il Natale alle porte?

Il settore del food and beverage 

Gelaterie, pasticcerie e panifici, oltre a essere laboratori, sono attività commerciali con diretto contatto con il pubblico. Sono tra le realtà della ristorazione a più ad alto consumo energivoro.

A spiegarcelo sono tre imprenditrici che rappresentano il cuore pulsante di tre imprese food che grandi medie e piccole che siano, testimoniano come Napoli sta impattando la crisi energetica nella ristorazione. 

Sono Marcella Mantovani di Gelatosità , Lina Aniello Liccardi della Pasticceria Liccardo e Romina Pericotti del panificio Grieco. 

Loro, con non poche difficoltà, stanno resistendo ma conoscono tanti loro colleghi del settore che stanno gettando la spugna.

"La pasticceria Liccardo si è consolidata e pur essendo una piccola impresa è una realtà che da 40 anni ha una sua credibilità che ci ha aiutato a ottenere un prestito dalla banca, cosa che non tutte le piccole imprese hanno la fortuna di ottenere. La situazione è davvero dura. Confidiamo nel Natale dove tutte le pasticcerie lavorano un pò di più" afferma Lina D'Aniello che con la sua famiglia guida la pasticceria a Liccardi in via Belvedere.

"In vista del Natale cercheremo di ottimizzare i tempi di produzione realizzando in unica settimana o in un'unica giornata alcuni prodotti a lunga scadenza,sperando che al più presto vengano prese soluzioni effettive per dare respiro a noi piccole aziende. Per ora noi stiamo dando fondo ai nostri risparmi per pagare queste bollette esose altrimenti altrimenti ci sarebbe taglierebbero le utenze e non ce lo possiamo permettere. Però non possiamo continuare ad avanti così" racconta Romina Pericotti di Grieco, la storica panetteria del Vomero. 

A unisono ci dicono quali potrebbero essere le soluzioni concrete per far fronte alla crisi energetica e ai rincari che un po' su tutti i piani stanno affrontando anche per scongiurare danni e ritorsioni irreparabili dove può fare capolino anche la criminalità. 

L'usura, infatti, è il primo dei pericoli da scongiurare in un frangente che per alcune aziende può precipitare da un momento all'altro per evitare la chiusura. 

Essere imprenditrici al Sud

Mantovani, D’Aniello e Pericotti fanno sentire la loro voce, raccontando come le loro aziende stanno affrontando questi ultimi mesi, anzi, questi ultimi due anni. 

Sono donne propositive, appassionate. Si rimboccano le maniche per traghettare le loro attività nel futuro intraprendendo strade di formazione per continuare a crescere professionalmente. Sono donne risolute che stanno sempre un passo avanti, cogliendo spunti per far progredire i loro progetti e per far superare alle loro imprese questo stato di emergenza che il settore del food and beverage sta vivendo in stato permanente ma anche e, soprattutto, per stare sul pezzo mostrando uno spirito pionieristico.

Sono mogli, madri e resilienti imprenditrici a Napoli. Hanno degli obiettivi e sono pronte a confrontarsi per intavolare sinergie, consapevoli che solo l'unione fa la forza per abbattere gli steccati. 

Si sa, che siano imprenditrici di grande, medie o piccole realtà, nel Sud Italia, si fatica il triplo per portare avanti le proprie idee e farle vincere.

Qui il gruppo donne della Fipe si inserisce con rinnovato vigore affrontando, contemporaneamente, lo scenario di crisi attuale.

Ma cosa significa essere un'imprenditrice donna, soprattutto al Sud in questo scenario?

"Non è assolutamente facile! Non siamo per niente agevolate"  Romina Pericotti " se si considera che apparteniamo in una parte dell'Italia dove, in generale , non c'è ancora un sostegno adeguato alle imprese, a maggior ragione se si parla delle imprese guidate da donne che vorrebbero innovarsi e andare avanti. Purtroppo, la crisi energetica che stiamo subendo da quest'estate, unita ai due anni di Covid, hanno peggiorato ulteriormente la situazione. Speriamo che anche in questo ambito vengano dati dei sostegni più forti".

Invece, la cake designer Lina D'Aniello Liccardo mette in luce  quanto sia ardimentoso per un'imprenditrice di una piccola realtà imporre e realizzare i propri progetti conciliando con la vita familiare: "Essere un'imprenditrice è difficile anche perché a volte deve unire il suo lavoro nell'imprenditoria al ruolo di madre e moglie. Racchiudere tutti questi ruoli può essere percepito dagli altri come un limite…"

Qui il gruppo donne della Fipe si inserisce con rinnovato vigore andando in contro, contemporaneamente, allo scenario di crisi attuale.

Marcella Mantovani, oltre a essere co-founder sia della nota gelateria napoletana Gelatosità che del brand internazionale Mantovani1946, è anche una delle colonne della FIPE Campania e del Gruppo Donne dell’associazione. Lei, evidenzia un punto assolutamente nevralgico della questione, fornendo dati che non possono essere ignorati: "Stiamo attraversando una ‘tempesta perfetta’. Come donne dei pubblici esercizi lo facciamo con la resilienza e la forza che ci distinguono da sempre. I dati dicono che il 51,8% degli occupati nella ristorazione è donna ma solo 1 impresa su 3 è gestita da donne.  Dobbiamo superare la crisi che stiamo attraversando con maggiori competenze manageriali, puntando sulla formazione. Questo è uno degli obiettivi del Gruppo Donne Imprenditrici di Fipe, di cui faccio parte. Abbiamo bisogno di sostegno, come donne imprenditrici, soprattutto per conciliare i carichi familiari con l'impegno nelle nostre attività. Oltre tutte queste sfide quotidiane, abbiamo affrontato i problemi causati dalla pandemia che ancora ci affliggono ed ora ci troviamo ad affrontare ancora una grande sfida, legata alla crisi energetica: non chiudere e sopravvivere!"

Video interviste alle imprenditrici:

Marcella Mantovani, Co-Founder Gelatosità e Mantovani1946

Romina Pericotti, panificio Grieco

Lina D'Aniello, cake designer pasticceria Liccardo

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