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Si pente Carlo Lo Russo: terremoto nel sistema criminale

La svolta potrebbe far luce sulle stese criminali tra l'area nord e il centro storico cittadino e l'omicidio del 17enne Genny Cesarano

Il pentimento di Carlo Lo Russo, da qualche mese in cella con l'accusa di essere il mandante dell'omicidio di Pasquale Izzi, potrebbe spiegare tante cose, a partire dalle stese criminali tra l'area nord e il centro storico cittadino dove, meno di un anno fa, venne ucciso il 17enne Genny Cesarano.

Al centro dell'ultimo filone di indagine sul clan Lo Russo, si legge sul Mattino, ci sono una serie di lettere dal carcere spedite da Giuseppe Lo Russo, ormai unico boss della famiglia dei 'capitoni', al fratello Carlo.

Nel corso dei primi verbali depositati venerdì mattina dalla Dda di Napoli dinanzi al Riesame, l'ex boss di via Miano parla dell'omicidio di Pasquale Izzi, ammazzato sotto casa. "Mi resi conto che andavo a fare footing in una piazza dove abitava Izzi e capivo che quel ragazzo mi aveva avvertito su una cosa concreta, fu così che diedi ordine di fare l'omicidio: ci sono anche altri nomi da inserire tra i responsabili, oltre quelli che avete arrestato", ha spiegato Carlo Lo Russo. E poi, il fallito attentato a carico di Walter Mallo, a sua volta braccio destro di Antonio Genidoni, boss scissionista dei Vastarella della Sanità. Lo Russo ordinò a un suo affiliato di uccidere Mallo che invece riuscì a salvarsi da circa trenta colpi, prima di essere arrestato.

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