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Cardarelli, la Cgil: "Pazienti restano in pronto soccorso per giorni"

L'ospedale ha riaperto il settore dell'emergenza dopo la chiusura per affollamento, ma per il sindacato i problemi non sono risolti

Carenza di personale, cattivi rapporti con la dirigenza, incapacità gestionale, turni massacranti. La Cgil elenca i problemi del pronto soccorso dell'Ospedale Cardarelli che ha riaperto i battenti dopo essere stato chiuso diverse ore per sovraffollamento. La funzione pubblica del primo sindacato italiano non ha dubbi: i problemi non sono stati risolti. 

Lo sottolinea Nino Porri, coordinatore Fp Cgil del pronto soccorso dell'ospedale. "Un paziente che arriva qui può rimanere giorni in pronto soccorso prima di essere valutato e trasferito nel reparto specialistico di cui ha bisogno. La direzione non ha la capacità di gestire 250 accessi al giorno e ci troviamo di fronte a turno massacranti che mettono a rischio la salute dei cittadini e quella del personale". 

Un problema atavico quello del sottodimensionamento che pare non trovare soluzione: "In verità, a mancare sono i medici, almeno 20-25. Per quanto riguarda infermieri e operatori socio-sanitari del pronto soccorso, sulla carta l'organico sembrerebbe sufficiente. Eppure, viene organizzato male, con turni logoranti. Senza contare che, fino a oggi, l'Azienda non ha ancora erogato i bonus per chi ha lavorato nei reparti Covid". 

Porri conclude con una stilettata a De Luca: "Dice che per ringraziarlo dovremmo andare a piedi a Pompei. Io chiederei ai cittadini se sono d'accordo con lui". 

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