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Cardarelli al collasso, il direttore: "Pronto a dimettermi"

Rocco Granata: "La carenza di personale e mezzi è stata continuamente evidenziata chiedendo aiuti economici e sollecitando la inderogabile necessità di personale. Nessuno vuole trasferirsi qui"

Una situazione insostenibile e catastrofica al Cardarelli. Lo fa sapere il direttore generale dell'Azienda ospedaliera, Rocco Granata, che si affida ad una lettera aperta per denunciare le condizioni di difficoltà nelle quali versa oggi la struttura. "Da anni sto continuamente sollecitando le autorità regionali ad aiutare il Cardarelli. La carenza di personale e mezzi è stata continuamente evidenziata chiedendo aiuti economici e sollecitando la inderogabile necessità di personale. Ho attuato tutte le procedure previste e consentite per legge. Ma nessuno vuole trasferirsi al Cardarelli, perché qui si lavora troppo ed in condizioni disagiate: chi resta ha un'età media di circa 60 anni e non regge più i ritmi gravosi del lavoro, i turni superano le 12 ore e, nel caso dei notturni, vanno oltre i limiti di legge. Come se non bastasse dobbiamo trattenere il personale pensionabile perché non abbiamo ricambio. Gli infermieri sono costretti a sobbarcarsi il lavoro degli operatori sociosanitari, per i quali c'è una carenza di 160 unità".


Si è così costretti a ricorrere all'auto-convenzionamento, spiega Valerio Esca del Mattino, con costi che lievitano di un terzo rispetto all'assunzione del personale mancante. "La Regione deve assumersi le proprie responsabilità e deve dare chiarimenti sul futuro dell'Azienda. C'è bisogno di finanziamenti adeguati e del recupero di risorse. Abbiamo ridotto la perdita di esercizio di 72 milioni di euro in 18 mesi, frutto di una spending review ante litteram alla quale la Regione ha risposto riducendo l'assegnazione ordinaria di altri 8 milioni di euro. Mi viene da pensare che si voglia affossare il Cardarelli per liberarsi di una persona non gradita, a discapito di pazienti e operatori. Se il problema fossi io sarei pronto a farmi da parte per tutelare l'azienda". E ancora: "Per tutelare la mia onorabilità e professionalità mi riservo di inviare alle autorità giudiziarie di Napoli e Roma, alla Corte dei conti e al governo nazionale un esposto-denuncia che è già pronto da tempo".

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