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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca

Detenuti appiccano incendi in carcere: gli agenti spengono le fiamme e gli salvano la vita

"Violenze e aggressioni negli ultimi mesi nelle carceri", denuncia il Sappe

Un pomeriggio da dimenticare quello di ieri nel carcere di Secondigliano, che avrebbe avuto tragiche conseguenze se l’intervento degli agenti di polizia Penitenziaria non fosse stato tempestivo e provvidenziale. La denuncia è di Tiziana Guacci, segretario regionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che ricostruisce ciò è avvenuto: “Un detenuto del circuito Alta sicurezza, attualmente ristretto nel Reparto accettazione, ha incendiato la cella dove era ubicato. Alcune unità di Polizia Penitenziaria sono prontamente intervenute per spegnere l’incendio e portare fuori dalla cella l’uomo e gli altri detenuto, visto che si era già propagato del denso fumo nero. I detenuti sono stati precauzionalmente trasferiti nei cortili passeggi. Al termine, alcuni poliziotti sono ricorsi alle cure dei sanitari per intossicazione”.

Poco dopo, un altro detenuto, di nazionalità polacca, con problemi psichiatrici ha distrutto ed incendiato anch’egli la sua cella al Reparto SAI (Servizio di assistenza intensificato che assicura assistenza sanitaria a detenuti. Anch’egli è stato salvato dal provvidenziale intervento degli Agenti, evidenzia il SAPPE.

"Urgono interventi"

Il segretario generale del SAPPE Donato Capece esprime “solidarietà ai poliziotti di Secondigliano. Urgono interventi concreti da parte dell’Amministrazione Penitenziaria regionale a tutela del personale che lavora nelle carceri italiane, della Campania e in particolare a Secondigliano”. Capece ricorda che da mesi il SAPPE “denuncia le gravi violenze contro i poliziotti delle carceri italiane, sempre più spesso aggrediti, minacciati, feriti, contusi e colpiti con calci e pugni da detenuti e la mancata assunzione di provvedimenti in materia di ordine e sicurezza delle carceri da parte del Ministero della Giustizia a tutela degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sintomo evidentemente di una mancanza di progettualità dell’esecuzione della pena e, in questo, contesto del ruolo dei Baschi Azzurri”. “Gli eventi critici contro gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono aumentati in maniera spaventosa e, come dimostra quel che è avvenuto a Secondigliano, gli eroici poliziotti penitenziari rischiano davvero la vita per fronteggiare la follia criminale di certi delinquenti che anche in carcere non si fanno scrupoli di mettere a repentaglio la vita delle persone”, conclude. “E tutto questo in assenza di provvedimenti utili a garantire la sicurezza e l’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria”. Da qui l’appello del SAPPE al Ministero della Giustizia per solleciti interventi per il reparto di Polizia Penitenziaria del carcere di Secondigliano.

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