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Foto romano

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Rivolta in carcere, ingenti danni: chiesti domiciliari per chi deve scontare un anno

Protesta anche all'esterno dei congiunti dei detenuti

"Ci sono tre casi di Coronavirus in carcere, vogliono ucciderli". I familiari dei detenuti hanno inscenato una forte protesta ieri a Poggioreale. La richiesta era di liberare i propri congiunti e farli tornare nelle proprie abitazioni per evitare il contagio da Coronavirus. Nello stesso momento più di mille carcerati hanno iniziato a devastare il carcere. Un agente è rimasto ferito. Quattro reparti distrutti e danni per milioni di euro nel carcere.

Il sindacato Osapp spiegando che sono stati numerosi i tentativi di mediazione falliti. "I detenuti dell'ala destra del carcere, completamente devastata - spiega il segretario regionale Luigi Castaldo - hanno usato la violenza e l'inciviltà per tentare di sopraffare lo Stato. Per fortuna i ristretti dell'ala sinistra hanno invece mostrato pacificamente il loro dissenso nei confronti della sospensione dei colloqui". Per Castaldo "la politica del Governo è stata disattenta, inefficace e superficiale di fronte alle tante criticità che vive la Polizia Penitenziaria". "I colleghi - fa sapere - sono accorsi per sedare la rivolta pur stando fuori servizio e quelli che erano in servizio si sono trattenuti con spirito di abnegazione".

RIVOLTA FAMILIARI DEI CARCERATI|VIDEO

Domiciliari

Su Radio CRC, Samuele Ciambriello, garante campano dei detenuti in merito alle restrizioni nelle carceri: "Anche i detenuti devono vivere, quindi informiamoli meglio - aggiunge -. Se dici skype fai ridere l'Italia intera, perché chiunque sa che i carceri non sono dotati di queste tecnologie. Tra oggi, domani e mercoledì, in tutta Italia ci sarà ancora una protesta pacifica. Non vogliamo far uscir violentatori ed assassini. Se ci sono celle inumane e degradanti, la prevenzione sul lavarsi le mani è ridicola. La situazione dei detenuti non è accettabile. Sono sospese tutte le attività, i corsi di formazione: preoccupiamoci di come costruire, con le poche persone che possono entrare, che possano dare una speranza. Fortunatamente, a Poggioreale c'è un presidio medico che visita i nuovi arrivati, perché il virus potrebbe essere introdotto proprio da loro".

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