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Carcere di Poggioreale

Carcere di Poggioreale

Poggioreale: quota 2900 detenuti, tasso di affollamento del 180%

Un record che non si registrava da 15 anni. Patrizio Gonnella, presidente di 'Antigone': "Il carcere napoletano di Poggioreale è l'emblema di un sistema che è sprofondato nella illegalità"

Carcere di Poggioreale: si tocca quota 2900 detenuti, un record di presenze che non si registrava da oltre quindici anni. I colloqui effettuati, tra familiari e detenuti, sono stati ben 115mila. A renderlo noto è stata la la direttrice dell'istituto penitenziario napoletano, Teresa Abate, che ha sottolineato quanto "Il carcere di Poggioreale sia espressione delle difficoltà socio economiche della città di Napoli ma anche espressione delle grandi potenzialità umane e produttive di questo popolo''.

Durante la visita alla casa circondariale, il Presidente Napolitano, ha dichiarato che bisogna trasformare la detenzione "in occasione di studio e lavoro" e che lo Stato ne avrebbe solo da guadagnare. 

Sul problema del sovraffollamento del carcere di Poggioreale, si è espresso anche Mario Barone, presidente di Antigone-Campania e componente dell'Osservatorio. Barone ha denunciato che "le condizioni di detenzione causano disagi non solo ai detenuti ma anche ai loro familiari, i quali - nonostante gli sforzi fatti dall'amministrazione penitenziaria continuano a fare lunghe e penose file per colloquiare con i propri congiunti: occorre chiedersi cosa penserebbe a riguardo l'Europa, a cui l'Italia cerca di assomigliare in tutti modi, sotto altri profili''.

''La tutela del diritto universale alla salute - continua Barone - si tramuta a Poggioreale in lunghi mesi di attesa per ottenere le visite specialistiche''.

Gli fa eco il presidente nazionale di 'Antigone', Patrizio Gonnella, il quale spiega che: "Il carcere napoletano di Poggioreale è l'emblema di un sistema che è sprofondato nella illegalità. Nel carcere di Napoli vi è un tasso di affollamento che sfiora il 180%, un tasso che non ha pari in alcun Paese dell'Unione Europea". Gonnella ringrazia il Capo dello Stato perché "nonostante la grave crisi in atto è andato in visita in uno dei luoghi più difficili dove scontare la pena in Italia" e sottolinea che nei giorni scorsi: ''Nell'altro carcere di Napoli e precisamente nella sezione Opg di Secondigliano un altro detenuto si è suicidato. Era gravemente malato. E' il secondo in circa tre mesi. Un altro detenuto si era ammazzato lo scorso giugno sempre nella stessa struttura".

"Il Parlamento ha fatto poco e male sinora - spiega Gonnella - L'Italia deve entro il 27 maggio 2014 tornare nella legalità altrimenti scatteranno le condanne della Corte Europea che ci ha messo sotto giudizio. Pendono davanti alla Corte circa 600 ricorsi. 150 presentati dal nostro difensore civico. Per la Corte Europea, infatti, non prevedere almeno 3 metri quadri a persona comporta la violazione dell'articolo 3 della Convenzione europea del 1950 sui diritti umani che proibisce la tortura e ogni forma di trattamento inumano o degradante". 

Gonnella chiede che "si facciano le riforme e insieme si approvi un provvedimento di clemenza che ci consenta di ripartire in condizioni di normalità. Un paio di esempi di cose utili che si possono fare subito. Va abrogata la legge sulle droghe che produce il 40% circa dei detenuti in Italia. Va abrogata la legge ex Cirielli sulla recidiva. Infine, l'amministrazione penitenziaria, nel frattempo, consenta a tutti i detenuti di stare almeno dodici ore al giorno fuori dalla cella, impegnati in attività di reparto che siano significative. La pena carceraria è una pena a stare in carcere non una pena a stare in celle piccole e maleodoranti. Oggi la media è invece di 3-4 ore trascorse fuori dalla cella, il resto lo si trascorre nell'ozio a guardare la tv".

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