Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca Bagnoli

Fuoco e botte a Nisida, anarchia nel carcere minorile: "Troppi stranieri e adulti"

I sindacati della penitenziaria, dopo l'episodio che ieri sera ha portato al ferimento di quattro poliziotti, analizzano la situazione e propongono le loro soluzioni

Non poteva non suscitare reazioni nei sindacati della polizia penitenziaria quanto avvenuto la scorsa notte a Nisida. Nel carcere minorile partenopeo, infatti, due detenuti prima hanno dato fuoco a una cella, poi atteso l'arrivo degli agenti per malmenarli. Quattro poliziotti sono stati costretti a ricorrere alle cure dei sanitari, per tutti la prognosi è di 15 giorni e uno di loro ha perso un dente a causa delle percosse subite.

Le prime reazioni

In una nota congiunta i sindacati Uspp, Uil P.P. e Sinappe hanno evidenziato una cosa da loro già sottolineata in passato, ovvero che a loro dire "sono troppi i detenuti stranieri provenienti dal nord Italia che stanno mandando in tilt il sistema penale minorile campano dove il ripetersi di eventi critici sta minando anche la riabilitazione degli altri detenuti minorenni presenti". Per i tre sindacati è giunto il momento "di togliere i benefici di legge a coloro che si rendono protagonisti di aggressioni ai danni dei colleghi a cui va la nostra solidarietà".

La reazione di Fsa Cnpp: “Situazione aberrante”

Fsa Cnpp a proposito dei fatti della scorsa notte parla di “situazione aberrante”. “Da tempo – è stato il commento di Giuseppe Merola Segretario Nazionale Federazione Sindacati Autonomi Cnpp – si stanno verificando situazioni che compromettono il buon andamento organizzativo dell’Istituto, mettendo anche in discussione l’ordine e la sicurezza, considerando le recenti vicissitudini come i vari tentativi di evasioni, aggressioni e incendi”. “Serve un cambio di passo – continua Merola – l’Amministrazione Centrale deve aprire una riflessione seria sulle varie problematiche che afferiscono l’istituto partenopeo. I lavoratori non possono essere continuamente esposti a rischi per la propria incolumità psico-fisica. Senza alcun intento di creare allarmismi, ma siamo preoccupati. Servono misure a garanzia dell’organizzazione generale del lavoro e dei servizi”.

Il Sappe: “Via gli stranieri, taser agli agenti”

“Così non si può più lavorare”. Federico Costigliola, coordinatore regionale campano per il settore minorile del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), racconta quanto avvenuto ieri sera aggiungendo alcuni dettagli. “Durante la battitura serale, dopo che due reparti venivano accorpati e sorvegliati da un'unica unità di polizia penitenziaria, due detenuti di origini marocchine hanno appiccato il fuoco in una cella – è il suo racconto – Di conseguenza, il reparto si è riempito velocemente di fumo, propagato anche nel reparto sovrastante. Scattato l'allarme, gli agenti di polizia penitenziaria in servizio sono intervenuti per evacuare il padiglione e portare in salvo tutti i detenuti. Durante le fasi di messa in sicurezza, i due detenuti marocchini resisi responsabili dell'incendio hanno proditoriamente e selvaggiamente aggredito il personale di polizia penitenziaria, procurando gravissime lesioni a due agenti”.

Il sindacalista auspica che “il reparto detentivo coinvolto dall’incendio sia tempestivamente valutato e dichiarato inagibile visto che il personale dell’Ipm di Nisida, già svariate volte, si è ritrovato a dover lavorare nei reparti detentivi in assenza delle benché minime condizioni d’igiene e salubrità necessarie”. Costigliola evidenza infine che “il Sappe denuncia da tempo le criticità di Nisida, che pur essendo riconosciuto come un esempio nell'ambito della giustizia minorile, è evidente che necessiti di interventi importanti e mirati soprattutto a garantire quelle che sono almeno le minime e accettabili condizioni lavorative per il personale”.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, parla di “popolazione detenuta refrattaria al rispetto delle regole, abituata da anni alla consapevolezza che tutto gli è dovuto”. Nel carcere minorile “per assurdo ancora sono ristretti anche adulti”. Capece chiede “l’espulsione dall’Italia dei detenuti stranieri per fare scontare loro la pena nelle carceri dei Paesi di appartenenza, la riapertura degli Ospedali psichiatrici giudiziari per il contenimento dei numerosi detenuti, anche minori, affetti da problemi mentali (oggi ristretti indiscriminatamente nelle carceri tra gli altri e molto spesso responsabili di gravi eventi critici), la previsione che i detenuti tossico ed alcoldipendenti siano destinati in Comunità di recupero”. Infine, “dotare al più presto la polizia penitenziaria del taser o, comunque, di altro strumento utile a difendersi”.

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