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Foto Ansa

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Carabiniere ucciso: i Ris in albergo nella stanza degli americani

Trovate tracce di sangue e impronte all'interno della stanza 109. La difesa vuole i video della sorveglianza in strada

È durato cinque ore il sopralluogo dei carabinieri del Ris all'interno dell'albergo a Roma dove alloggiavano gli americani accusati dell'omicidio del collega Mario Cerciello Rega. I militari hanno ispezionato la stanza 109 all'interno della quale sono stati arrestati Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth. Finora gli esperti dell'Arma avrebbero rilevato delle tracce di sangue all'interno della stanza ma si tratta solo di un'analisi preliminare della scena. I controlli proseguiranno mentre verranno analizzati i risultati raccolti nel corso della giornata di ieri. Per ottenere dei riscontri ci vorrà diverso tempo così come prospettato dai difensori dei indagati. Insieme al sangue sarebbero state rilevate anche delle impronte digitali che saranno oggetto di accertamenti. Intanto l'attenzione investigativa della difesa è concentrata sui video delle telecamere di sorveglianza di tutta la zona del delitto.

I video delle telecamere di sorveglianza

“Abbiamo presentato una richiesta ufficiale, sottoscritta anche da Elder, per l’acquisizione di tutti i video della zona. Crediamo che attraverso il video possa essere fatta chiarezza su cosa sia accaduto. Confidiamo ci siano le immagini dell’incontro tra i carabinieri e i ragazzi”. È quello che dichiarato l’avvocato Roberto Capra, difensore di Finnegan Lee Elder che questa mattina la presenterà all'autorità giudiziaria. L'obiettivo potrebbe essere, dal punto di vista difensivo, quello di dimostrare che il carabiniere non si sarebbe qualificato e che l'americano avrebbe agito per difendersi nel momento in cui è stato bloccato dal carabiniere. “La mancanza delle immagini dell’accoltellamento sul luogo dell’omicidio del vicebrigadiere, che impedirebbe di fornire al momento un’esatta dinamica su quanto è accaduto” è quello su cui puntano i difensori visto che l'indagato non ha ripetuto la confessione, resa alla procura, dinanzi al Gip. Intanto pende la richiesta di revisione della misura cautelare dinanzi al tribunale del Riesame capitolino

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