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Da p.zza S. Maria degli Angeli a bocca dell'inferno, proseguono i cantieri

Si riaccendono le proteste dei cittadini residenti nella zona interessata dal cantiere della linea 6 del metrò. A maggio 2008, partirono le demolizioni di circa otto alberi secolari. Restano anche perplessità sulla fine dei numerosi reperti archeologici

Prosegue il "cantiere odissea" della linea 6 della metrò partenopea. A quasi due anni dall'inizio dei lavori per la realizzazione della stazione di Chiaia, progettata dall'architetto Uberto Siola, si riaccendono le proteste da parte dei residenti della zona interessata dal cantiere.

A maggio 2008, partirono le demolizioni di circa otto alberi secolari nella piazza antistante la basilica di Santa Maria degli Angeli. La stazione sotterranea prevede, al di sopra del livello dei binari, un edificio ipogeo alto circa dieci piani, caratterizzato da un percorso centrale a gradonata elicoidale, all'interno di una struttura cilindrica. Le entrate saranno due, quella da via Chiaia e quella da piazza S.Maria degli Angeli. La fine dei lavori della linea 6 della metro è prevista tra il 2012 e 2013, anche se nessuno dei napoletani ci scommetterebbe, visto "l'effetto lumaca" di ogni progetto urbanistico intrapreso dalle autorità locali.

Antonio Polichetti, membro attivo dell'Assise di Napoli - sita al secondo piano dell'edificio che affaccia su quella "bocca dell'Inferno" in cui si è trasformata la piazza - ha denunciato: "E' uno scempio. Sono stati sacrificati ben otto pini secolari, che campeggiavano nel piccolo giardinetto pubblico, ormai abbattuto dalle ruspe. L'aspetto più vergognoso della vicenda è stato prendere atto di ciò solo a lavori avvenuti. L'avviso della demolizione della piazza è stato emanato solo dieci giorni prima e per vie traverse e superficiali".


Le proteste nel 2008 furono giustificate da Fabio Chiosi, Presidente della Municipalità 1, così:" La mancata comunicazione tra circoscrizione e cittadini è dipesa da Ansaldo, che ha dimenticato di avvisare anche la stessa Municipalità". In seguito fu avviata, due anni fa, anche una petizione da parte dei residenti,nonché vari esposti in Procura, per ottenere la sospensione delle ruspe; ma la vittoria è durata poco. Polichetti ha ribadito: "Ad esser stata compromesso non è solo l'aspetto urbanistico della piazza, ma la stessa stabilità degli edifici. Infatti, molti residenti, già nel 2008, lamentarono l'effetto tellurico provocato dalle ruspe sulle fondamenta dei palazzi. E per di più ogni giorno è sollevata tanta polvere dal sottosuolo che provoca fastidi respiratori". La paradossale progettazione è stata più volte sottolineata, in varie riunioni dell'Assise, dall'architetto Aldo Loris Rossi, residente in zona Monte di Dio: "Continuano a scavare una voragine immensa, dannosa per la stabilità della piazza, che tra l'altro sorge sull'antica Parthenope. La stazione scavata ha una profondità equivalente a quella del Duomo di Milano. E' una follia. Si stanno solo gettando soldi e deturpando le storiche piazze della nostra città".

I lavori di scavo non si arrestano, ma restano le perplessità sulla fine dei numerosi reperti archeologici risalenti al VII sec a.C., rinvenuti in questi mesi. Polichetti ha concluso: "Come Assise continueremo a denunciare il pericolo al quale siamo esposti".

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