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Uno dei cani ritrovati senza vita a Marigliano

Uno dei cani ritrovati senza vita a Marigliano

Discarica di cani a Marigliano, continuano le indagini

Tra le piste battute i microchip riciclati e le spese di gestione limitate dei canili. A lavoro Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato e Polizia Municipale

Le indagini sui cani rinvenuti morti nei canali colmi d’acqua a Marigliano portano ad un risultato scontato. Come spiega GeaPress, appare difficile risalire oggi ai responsabili. Di certo quegli animali dovevano andare proprio lì e quelli che appaiono privati del microchip proverrebbero da uno o più canili convenzionati. Questa è una delle piste più battute dagli investigatori. Non solo Carabinieri, ma anche il Corpo Forestale dello Stato e la Polizia Municipale.

Secondo quanto si è appreso, le convenzioni con i canili privati convenzionati sarebbero tutte improntate alla economicità della gestione dei cani. In poche parole: potrebbe non convenire affrontare le cure di un cane malato e questo, una volta morto, essere smaltito proprio nei canali. Il microchip, però, può servire ancora per un altro cane che entrerà così a sostituire uno già registrato e in pagamento. Impensabile, poi, che il canile desideri affrontare, con la diaria in convenzione, le spese di smaltimento dei corpi. Molto più economico disfarsi del povero animale gettandolo alla meno peggio nei canali.


Diverso discorso per i cani rinvenuti con il microchip. È in uso consegnare le spoglie del proprio animale a personaggi che per venti o al massimo trenta euro provvedono a tutto. L’appuntamento per la consegna può essere dato ad un casello autostradale come in una via periferica. L’animale viene preso e gettato nei canali. Ma il microchip, in tutto questo percorso, rimane perfettamente leggibile.

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