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Campi Flegrei, l'Osservatorio Vesuviano: “Anomalia termica e gas in aumento”

Non c'è al momento alcun rischio di eruzione, ma prosegue il monitoraggio del vulcano

Le ultime ricerche dell’Osservatorio Vesuviano hanno fatto emergere la presenza di almeno due camere magmatiche al di sotto della caldera dei Campi Flegrei. A riportare la notizia è il Mattino.

Una, profonda circa 9 km, potrebbe aver alimentato le più grandi eruzioni della storia del vulcano, come quella dell’Ignimbrite campana e del cosiddetto tufo giallo napoletano, datate 39mila e 15mila anni fa. Un'altra sarebbe a soli 3 km di profondità, e ad essa si deve, pare, il fenomeno del bradisismo degli anni '70 e '80.

Allarme per i nuovi studi: "Serve un piano d'evacuazione"

Secondo il ricercatore dell'Osservatorio Vesuviano Stefano Carlino, al momento non c'è alcun pericolo per i cittadini, sebbene il monitoraggio prosegua. “Le energie sismiche sono ancora troppo basse per essere considerate pericolose – spiega – e quindi non crediamo sia possibile una eruzione a breve termine. I nostri strumenti tuttavia mostrano una certa anomalia termica ed un incremento di alcuni gas presenti nel sottosuolo. Questo significa che dobbiamo intensificare le indagini attualmente in corso”.

Si studia anche il terremoto avvenuto ad Ischia lo scorso 21 agosto, fenomeno collegato allo sprofondamento del monte Epomeo. Il ricercatore spiega che in quel punto a Ischia si sono già verificati in passato terremoti catastrofici, come quello del 1883 che provocò addirittura 2mila e 300 vittime.

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