Cronaca

Campania "arancione", si attende solo l'ufficialità. Cosa cambia da lunedì

Arrivano le prime conferme ufficiose della novità (tra cui quella di Clemente Mastella). Preoccupa però la situazione della provincia di Napoli

La Campania è in zona arancione. Iniziano ad arrivare le prime conferme, tra cui quella del sindaco di Benevento Clemente Mastella (attraverso un post dal suo profilo social).

L’Rt medio, ovvero l’indice di contagiosità, è a 1 (tra o.96 e 1.03) e quindi la regione rientra in una classificazione del rischio bassa. Sotto la soglia di zona rossa anche il rapporto contagi-popolazione, con 238 casi ogni centomila abitanti (il limite è 250), e la pressione sugli ospedali con le terapie intensive occupate al di sotto del 30%.

L'ufficialità del passaggio in zona arancione della regione, da parte del Ministero della Salute, è attesa in giornata. Sarà poi concreto da lunedì prossimo 19 aprile.

SVOLTA DRAGHI: ECCO LA "ZONA GIALLA RAFFORZATA"

Cosa cambia in zona arancione

Le attuali restrizioni antiCovid sono disciplinate fino al 30 aprile prossimo, norme definite da qualcuno da "lockdown soft", con nessuna regione che può essere classificata come "gialla" (la situazione è cambiata nel pomeriggio di oggi come illustrato dal premier Draghi: qui i dettagli, ndR).
In zona arancione – quella appunto in cui si sposta la Campania – al contrario che in zona rossa si potrà uscire di casa una sola volta al giorno per visitare amici e parenti in due e portandosi dietro i figli minori di 14 anni e/o eventuali disabili. La scuola è in presenza nei servizi educativi per l'infanzia, nelle scuole materne, alle elementari e e alle medie, mentre per le superiori va garantita una presenza minima al 50% e quella massima è fissata al 75%.

L'ultimo decreto Draghi

Il problema Napoli

La situazione nel capoluogo è però drasticamente peggiore rispetto al resto della regione. Napoli e la provincia sono infatti da zona rossa con una incidenza di contagi di 252 casi ogni 100mila abitanti (peggio fa solo Benevento, 265 su 100mila). Da sola l'area partenopea negli ultimi giorni ha fatto registrare più della metà dei casi dell'intera Campania, casi aumentati soprattutto dopo il periodo di Pasqua.

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