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Cronaca

Isis e camorra, patto di ferro per la produzione di documenti falsi?

Terroristi e "sistema" sarebbero in affari per la produzione di carte d'identità e passaporti utili a "mascherare" gli attentatori

La denuncia è di quelle che lasciano interdetti. Terrorismo di matrice islamica e camorra uniti in un patto di ferro: al centro dell'accordo, la falsificazione di documenti.

Se in particolar modo negli ultimi anni Napoli e la Campania si sono dimostrate patria indiscussa nella produzione di documenti contraffatti, attraverso strumenti tecnologicamente sempre più avanzati, le recenti azioni dell'Isis hanno dimostrato quanta importanza rivesta – per le cellule radicate in occidente – l'utilizzo di carte d'identità e passaporti che "mascherino" i propri affiliati.

Su Djamal Eddine Ouali, algerino di 40 anni, dopo i fatti del Bataclan pendeva un mandato di cattura internazionale. Secondo la polizia belga, era stato lui ad aver fornito agli attentatori i documenti falsi da questi utilizzati sul suolo francese. È stato messo in manette a Bellizzi, in provincia di Salerno, nei giorni scorsi.

Secondo il quotidiano Libero, si tratta di uno dei collegamenti fra Stato Islamico e "sistema". È uno degli esempi riportati, soltanto uno dei numerosi arresti di cittadini provenienti dal Medio Oriente, avvenuti tra Campania e Napoli, che si deve alla produzione di documenti falsi. Stamperie clandestine vere e proprie.

Un'altra figura esemplificativa del collegamento tra capoluogo partenopeo e terrorismo di matrice islamista è, secondo il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, Soufienne Blel. Il suo nome è venuto fuori in un'inchiesta di Lettera 43: studente tunisino della Federico II, pare sia scomparso nel nulla dopo aver suscitato le attenzioni dei servizi segreti. Dopo la strage di Charlie Hebdo, insieme ad altri sei “complici”, avrebbe tessuto le lodi dei fratelli Kouachi, gli autori del blitz stragista.

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