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Come la camorra ha approfittato del Covid: la relazione della Dia

Dal welfare “porta a porta” al controllo delle aziende in difficoltà. Ecco come ha sfruttato il lockdown

Una delle grandi capacità delle organizzazioni criminali è quella di adattarsi periodi di crisi economica e sociale e creare consenso grazie alla grande capacità di liquidità di cui dispone. Fu così per il terremoto del 1980 e sta succedendo lo stesso durante il periodo della pandemia. È quanto denuncia la relazione semestrale della Dia che fa il punto sulla situazione dei clan camorristici a Napoli e provincia. Ciò che emerge dall'analisi del primo semestre del 2020 è che la camorra sta provando a sfruttare il Covid. Lo sta facendo alla sua maniera cercando di sfruttare le situazioni di disagio economico e sociale provocato dalla pandemia. In particolare, durante il periodo di lockdown, ha messo in essere una sorta di welfare criminale con il quale ha aumentato il proprio consenso sociale nei quartieri più popolari andando incontro alle esigenze delle fasce più deboli della popolazione.

Il lockdown e il welfare “porta a porta”

Una parte di queste finisce già nelle maglie della criminalità che la utilizza per lo spaccio di stupefacenti, la commercializzazione di prodotti falsi o di tabacchi lavorati esteri di contrabbando. Con il lockdown queste attività hanno subito un profondo rallentamento ma nonostante questo le organizzazioni criminali si sono fatte carico di continuare a mantenere i propri affiliati. Questo ha accresciuto il loro prestigio e radicato il controllo del territorio. I clan hanno provveduto a mettere in campo operazioni del cosiddetto welfare “porta a porta” provvedendo per esempio all'acquisto di generi alimentari distribuiti alle famiglie in difficolta?, anche quelle non direttamente collegate alle organizzazioni criminali. Si tratta di un investimento per il futuro e uno strumento di controllo dei quartieri popolari.

L'intervento su aziende in difficoltà 

Un altro elemento di grave pericolosità sociale è dettato dall'intervento dei clan nel “sostenere” le attività commerciali e imprenditoriali. I clan si stanno offrendo come supporto alle aziende nel prestito di denaro contante con l'unico obiettivo di acquisirne il controllo. Quello che in un primo momento viene venduto come un prestito, successivamente verrà utilizzato per prendere il controllo delle società, lasciando i proprietari come meri prestanome. Una dinamica consueta per le organizzazioni criminali che approfittano della scarsa liquidità a disposizione delle aziende. Situazione acuita in maniera drammatica dalla pandemia che ha lasciato le attività commerciali chiuse per diversi mesi. La camorra sta provando ad approfittarne per poi utilizzare in futuro le aziende e le attività commerciali controllare per riciclare i proventi delle attività illecite. Secondo gli investigatori dell'Antimafia il pericolo è che le organizzazioni criminali facciano lo stesso anche con aziende e società del Centro e del Nord rendendo ancora più difficile l'intercettazione di imprese “ripulite” da parte dell'autorità giudiziaria.

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