Marano, città assediata dalla camorra a caccia di una speranza

Il Comune è stato sciolto per la quarta volta in dieci anni per infiltrazioni mafiose. In città vince la rassegnazione, ma c'è un tessuto associativo che cerca di ricostruire un'idea di comunità dalle macerie

Il 17 giugno 2021 il Comune di Marano di Napoli è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Si tratta del quarto scioglimento in appena dieci anni. L'ultima amministrazione, in ordine di tempo, a essere destituita è quella guidata dal sindaco dem Rodolfo Visconti che si è proclamato estraneo a qualsiasi rapporto con i clan e ha annunciato ricorso al Tar.

Marano è una città di camorra. E' la città degli Orlando e dei Polverino. E' la città dei Nuvoletta, dei summit con Cosa Nostra. Quattro scioglimenti raccontano di un cancro diffuso che va ben oltre la classe politica. Una città di quasi 60mila abitanti che da un decennio non può contare su una guida stabile e duratura. Le conseguenze di ciò sono tutte sulle spalle dei cittadini. A Marano manca il lavoro, mancano i servizi essenziali e anche chi vuole darsi da fare si scontra con il muro dell'immobilismo. Eppure, nonostante in città sembri vincere la rassegnazione, esiste un tessuto associativo che cerca di resistere e ricostruire sulle macerie.

Cinque testimonianze provano a raccontare che cosa sta accadendo a Marano e cosa potrà accadere nei diciotto mesi di commissariamento prefettizio attraverso cinque voci: Andrea Caso, deputato 5 Stelle maranese, membro della Commissione Antimafia; Rosario D'Uonno, direttore artistico del Marano Ragazzi Spot Festival; Gabriele Granato di Potere al Popolo, Nello Nasti, ex presidente del Forum dei giovani e Salvatore, volontario della Casa del Popolo. Non vogliono sentir parlare di città di camorra e indicano la strada per ricosostruire dalle ceneri una nuova comunità. 

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