Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca Pianura

Ucciso per sbaglio e sciolto nell'acido: la famiglia rifiuta il "risarcimento della Camorra"

La famiglia di Giulio Giaccio chiede solo giustizia

Ucciso e sciolto nell'acido dalla camorra per errore. I familiari rifiutano il risarcimento in denaro e beni dei clan. Giulio Giaccio fu sequestrato da finti poliziotti, ucciso da killer del clan Polverino e sciolto nell’acido a Napoli nel 2000. Aveva 26 anni. Giaccio fu ammazzato per un errore di persona. Gli assassini volevano vendicare un torto subito da un boss detenuto. E mentre si attende la prima udienza del processo, in programma per oggi a Napoli, i due imputati hanno offerto alla famiglia un risarcimento: tre assegni e due beni immobili per un valore totale di 150mila euro.

"Chi giustifica o addirittura solidarizza con i clan della camorra non dimentichi mai le storie come quella di Giulio Giaccio ammazzato e sciolto nell'acido per un errore di persona da parte del clan Polverino. Onore e rispetto per la famiglia di questo ragazzo che viveva onestamente e che ha rifiutato il risarcimento dei camorristi. L'unico vero risarcimento è una condanna durissima all'ergastolo per chi ha ucciso senza pietà l'ennesimo innocente. Che questa vicenda sia di esempio per tutti" dichiara il deputato dell'alleanza Verdi- Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

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