Martedì, 23 Luglio 2024
La relazione

La mappa della camorra a Napoli e provincia, l'Antimafia: “Clan ipercompetitivi”

La Dia punta i riflettori anche sulle baby gang: “Traggono ispirazione dai camorristi”

"Il contesto criminale dell'area metropolitana di Napoli è caratterizzato da una "ipercompetitività" tra clan cui corrisponde un frequente ricorso ad atti violenti, anche con l'uso delle armi, che suscita allarme sociale e molto spesso distrae l'attenzione dell'opinione pubblica dalla crescente capacità collusiva/corruttiva dei grandi cartelli cittadini che, sfruttando radicate tradizioni criminali e stretti vincoli fiduciari, infiltrano il locale tessuto economico e sociale". È quanto si legge nella relazione del ministro dell'Interno al Parlamento sull'attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia. Il documento spiega che "la camorra in Campania è costituita da clan storici connotati da una stretta appartenenza famigliare dei rispettivi componenti. Questi sodalizi hanno raggiunto nel tempo una posizione dominante all'interno del panorama criminale della Regione in grado di esercitare un'incisiva regolazione dei mercati illeciti, soprattutto in materia di stupefacenti, nonché il capillare controllo dell'economia legale tramite una partecipazione finanche diretta in aziende, imprese e attività commerciali, talvolta sino a occupare intere filiere produttive. Permangono contestualmente formazioni minori, anche di tipo familistico, il cui principale fattore identitario è rappresentato dal territorio - spesso corrispondente a interi rioni e quartieri o talvolta a semplici palazzi - le quali ricorrono all'uso della violenza per risolvere contrapposizioni con altri clan del medesimo cartello o per sottrarre piazze di spaccio ai gruppi antagonisti". 

Le baby gang 

"Un fenomeno in continua crescita in tutta la Regione e diffuso, soprattutto nella città di Napoli, riguarda la delinquenza minorile che ha fatto registrare, in quest'ultimo semestre, numerosi episodi di violenza con un significativo impatto negativo sulla percezione collettiva della sicurezza urbana. Il fenomeno - prosegue la relazione - appare particolarmente preoccupante perché matura in difficili contesti ambientali, caratterizzati da diffusa illegalità, da elevata densità abitativa e forte degrado. Si tratta di condizioni che spingono le giovani generazioni alla ricerca di auto-affermazione esponendoli maggiormente al rischio attrattivo del circuito criminale camorrista. Nel semestre in esame si è anche assistito ad una elevata diffusione di comportamenti antisociali e illeciti aventi come protagonisti i minori, ovvero condotte criminali riconducibili ai fenomeni baby gang, bullismo e cyber bullismo, in cui il minore stesso emerge, contemporaneamente, quale autore e vittima del reato.

Ciò impone la necessità di mantenere distinti i fenomeni conseguenti al diretto coinvolgimento dei minori nei contesti di criminalità organizzata da quelli che scaturiscono dalle condizioni di povertà educative dei contesti familiari. Se da un lato la devianza minorile partenopea affonda le sue radici nel passato va anche sottolineato come a Napoli, così come in tutta la Campania, la prolungata assenza dalle attività scolastiche a causa della pandemia ha, in un certo qual modo, favorito l'avvicinamento dei minorenni alle attività illegali "di strada" avviandoli verso la "carriera delinquenziale". La relazione conclude così: "I fenomeni di devianza minorile a Napoli e nella Campania, tuttavia, non sono da considerarsi esclusivamente un prodotto della camorra ma da questa traggono comunque linfa ed ispirazione secondo modelli comportamentali tipici di emulazione e identificazione".

La mappa dei clan 

"La Regione Campania si caratterizza per la presenza di fenomeni mafiosi variegati e complessi, più comunemente definiti camorra, che si differenziano in ragione delle aree di influenza e di operatività secondo molteplici e peculiari caratteristiche". Lo si legge invece nell'apertura della sezione dedicata alla Campania. "La camorra - prosegue la relazione - si è fatta "sistema" sino a permeare ogni aspetto e ogni livello della società civile in una avanzata, apparentemente inarrestabile, che, però, gli anticorpi dell'antimafia continuano ad arginare e combattere con sempre più vitalità. Si evidenzia ulteriormente la tendenza dei clan più evoluti e strutturati a "delocalizzare" le attività economiche per il riciclaggio e il reinvestimento dei proventi illeciti al di fuori dei confini regionali e nazionali, soprattutto con l'obiettivo di trasferire le ricchezze in aree geografiche ritenute più sicure e remunerative".

E ancora: "Coesistono, tuttavia, due dimensioni parallele e sovrapposte della criminalità mafiosa di tipo camorristico. Una più visibile e palpabile "su strada", che impatta violentemente sulla vita della popolazione campana, e un'altra, più subdola e meno evidente ma maggiormente insidiosa, che si rivolge all'economia e alla finanza anche mediante manovre collusive e corruttive. La pericolosità delle organizzazioni camorristiche non si limita soltanto alle manifestazioni delittuose più eclatanti e che destano maggiore allarme sociale; la minaccia più grave e, al tempo stesso, meno percepita dall'opinione pubblica è oggi rappresentata dal vasto potere economico che queste realtà criminali ormai promanano nel territorio.

Gli ingenti profitti derivanti dalle attività illecite vengono immessi nell'economia legale con elevata alterazione delle regole di mercato e della libertà d'impresa, inquinando interi ambiti commerciali. In taluni casi è stata anche accertata la pervasiva ingerenza all'interno della pubblica amministrazione che stravolge spesso, irrimediabilmente, i processi decisionali degli enti locali. L'innesco di tale processo è determinato dalla disponibilità da parte dei sodalizi di consistenti capitali illeciti derivanti soprattutto dal traffico di sostanze stupefacenti, i cui proventi spesso, in denaro contante, incidono plasticamente sulla vulnerabilità del sistema economico legale caratterizzato da una perdurante crisi di liquidità".

Nella relazione si evidenzia anche come "a quella economica si affianca altresì una grave crisi valoriale che interessa ampie fasce di amministratori locali, funzionari della pubblica amministrazione e operatori economici che, sensibili al fascino del facile guadagno, si rendono disponibili a diffusi comportamenti collusivi e a pervasive pratiche corruttive, consentendo alla camorra di integrarsi a "sistema" all'interno del circuito legale. In questo ambito le organizzazioni camorristiche più strutturate e dotate di una solida tradizione criminale riescono a capitalizzare le proprie capacità di relazione e di intermediazione sul piano sociale, politico ed economico, creando pericolose contiguità all'interno di interessi di tipo crimino-affaristici". 

mappa alleanza mazzarella-2

mappa area metropolitana-2

Tutti i clan a Napoli 

Area Centrale - quartieri Avvocata, San Lorenzo/Vicaria, San Carlo Arena/Stella, Mercato/Pendino, Poggioreale, Montecalvario, Chiaia/San Ferdinando/Posillipo

MAZZARELLA, SIBILLO, RINALDI, gruppo FERRAIUOLO, AMIRANTE, BUONERBA, SIBILLO-BRUNETTI-GIULIANO- DE MARTINO, VICORITO, CUOMO, CALDARELLI, PAPI-IAFULLI CONTINI, BOSTI, LICCIARDI, MALLARDO, SALTALAMACCHIA, MASIELLO, ESPOSITO, MARIANO, RICCI-D’AMICO, TRONGONE, PRINNO, MONTESCURO, LEPRE, SEQUINO, VASTARELLA, MAURO, SAVARESE, ELIA, famiglia NOCERINO, STRAZZULLO, PICCIRILLO, CIRELLA, FRIZZIERO, CALONE.

Area Settentrionale – quartieri Secondigliano, Scampia, San Pietro a Patierno, Miano, Piscinola, Chiaiano, Vomero e Arenella

LO RUSSO, VANELLA-GRASSI, AMATO-PAGANO, DI LAURO, LICCIARDI, ABETE, ABBINANTE, famiglia NOTTURNO, MARINO, CESARANO, CARELLA, GRIMALDI, MAIONE, RISPOLI, gruppo CIFRONE, PERFETTO, BALZANO-SCARPELLINI-D’ERRICO, famiglia STABILE, CIMMINO, CAIAZZO.

Area Orientale – quartieri Ponticelli, S. Giovanni a Teduccio, Barra

MAZZARELLA, RINALDI-REALE, SILENZIO, MINICHINI-SCHISA-DE LUCA BOSSA, CUCCARO-APREA, D’AMICO, MONTESCURO, FORMICOLA, DE MICCO, D’AMICO, DE MARTINO, famiglia CASELLA.

Area Occidentale - Bagnoli, Cavalleggeri d’Aosta, Agnano, Fuorigrotta, Pianura, Rione Traiano, Soccavo

TRONCONE, TOMMASELLI- MARFELLA, famiglia SORIANIELLO, VIGILIA, MELE, ESPOSITO, PESCE, D’AUSILIO, SORPRENDENTE, ESPOSITO, IADONISI, CUTOLO, PUCCINELLI, SORIANIELLO.

mappa napoli-4

Tutti i clan in provincia di Napoli 

Provincia di Napoli - ​Area occidentale

Pozzuoli e Quarto: BENEDUCE-LONGOBARDI

Bacoli e Monte di Procida: PARIANTE 

Provincia di Napoli - area settentrionale

Giugliano in Campania: MALLARDO

Qualiano: D’ALTERIO-PIANESE e DE ROSA

Villaricca: MALLARDO, FERRARA, CACCIAPUOTI

Afragola, Caivano, Casoria, Cardito, Frattamaggiore e Arzano: MOCCIA 

Cardito, Carditello, Frattamaggiore, Frattaminore: PEZZELLA

Casoria, Afragola : TORTORA

Crispano: CENNAMO 

Caivano (Parco Verde): CICCARELLI-SAUTTO

Melito di Napoli, Mugnano ed Arzano: AMATO-PAGANO 

Sant’Antimo, Casandrino e Grumo Nevano: PUCA, RANUCCI, VERDE

Casandrino: MARRAZZO 

Marano di Napoli e Quarto:  NUVOLETTA, POLVERINO e ORLANDO 

Acerra: DI BUONO, AVVENTURATO, MARINIELLO, GRANATA

Casalnuovo e Volla: REA-VENERUSO

mappa provincia 1-2

Provincia di Napoli - area meridionale

San Giorgio a Cremano: ABATE, TROIA, LUONGO

Ercolano: ASCIONE- PAPALE, BIRRA- IACOMINO,

Portici: VOLLARO 

San Sebastiano al Vesuvio: PISCOPO,

Torre del Greco: FALANGA

Torre Annunziata:  GIONTA, GALLO-CAVALIERI, CHIERCHIA

Boscotrecase, Trecase: GALLO-LIMELLI-VANGONE, 

Boscoreale: ANNUNZIATA-AQUINO, VISCIANO, PESACANE e GALLO-LIMELLI-VANGONE

Castellammare di Stabia: D’ALESSANDRO, IMPARATO, CESARANO

Pompei: CESARANO

Gragnano e Pimonte: DI MARTINO

Provincia di Napoli - area orientale

San Vitaliano, Scisciano, Cicciano, Roccarainola, Pomigliano: SANGERMANO

Terzigno; BATTI, SCARPA

San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano, San Gennaro Vesuviano: FABBROCINO

Poggiomarino e Striano: GIUGLIANO

Somma Vesuviana: DE BERNARDO, D'ATRI

Marigliano: MARIGLIANESI, PAESANI

Brusciano: REGA

Sant'Anastasia: ANASTASIO E PERILLO

Pollena Trocchia: ARLISTICO, TERRACCIANO

Cercola e Pomigliano d’Arco: gruppi napoletani attraverso referenti locali come i MASCITELLI

mappa provincia 2-2

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