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Mercoledì, 19 Gennaio 2022

Napoli è nelle mani dell'Alleanza di Secondigliano

Alla Federico II presentate le mappe investigative della Procura. A Napoli Est "restiste" il clan Mazzarella, ma nel resto della Città Metropolitana domina il cartello composto da Licciardi, Mallardo, Contini e Bosti

Una cartina rosso sangue, con piccole chiazze gialle, racconta il dominio criminle su Napoli. La Procura svela i documenti investigativi e quel colore rosso che copre l'80 per cento della Città Metropolitana rappresenta l'area di influenza dell'Alleanza di Secondigliano, il cartello criminale composto dai clan Licciardi, Mallardo, Contini e Bosti. 

napoli e camorra.00_00_42_04.Immagine001-3Scampia, Secondigliano, Miano, Piscinola, ma anche Vomero, Fuorigrotta, Bangoli. Il controllo dell'Alleanza è capillare. In città resiste solo un altro trust, quello dei Mazzarella, che ancora controlla il centro, il litorale da piazza Mercato a San Giovanni, Poggioreale. E la situazione non cambia in provincia. Portici e San Giorgio a Cremano sono gli unici Comuni sotto il controllo dei Mazzarella. Frattamaggiore, Frattaminore, Crispano e Cardito sono gli unici centri che fanno eccezione e dove operano clan indipendenti. Ma il resto del territorio, da ovest a est, è in mano al cartello di Secondigliano.

A presentare questo quadro è il procuratore capo di Napoli Giovanni Melillo, coadiuvato dagli uomini della polizia giudiziaria. "Per troppo tempo - ha affermato Melillo - si è sottovalutata la capacità dei clan di coordinarsi alla ricerca di obiettivi comuni che non sono solo quelli di sopravvivenza, ma parliamo anche di obiettivi economici e sociali. Questa sottovalutazione ci ha impedito a lungo di scorgere la dimesione di questi cartelli". 

L'incontro alla Federico II , introdotto dal rettore Matteo Lorito, è stato propizio anche per la sigla del protocollo tra Università e Procura per lo studio dei fenomeni economici e sociali dei clan camorristici: "Sempre più - ha proseguito Melillo- le organizzazioni criminali si manifestano come costellazioni di imprese. Sempre più, accanto alle strutture di vertice dei clan, è crsciuto un tessuto imprenditoriale e di relazioni corruttive. Questo quadro ci restituisce una descrizione della camorra lontana da quella dell'immaginario collettivo, che la vede solo come generatore di violenza collettiva". 

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