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"Casal da Padeira"

"Casal da Padeira"

Collina dei Camaldoli, sigilli al complesso residenziale "Casale da Padeira"

Una lunga vicenda di abusi edilizi cominciati nel 1982 e riconducibili agli uomini del clan camorristico Polverino. A novembre scorso l'ultimo sequestro. Denunciati padre e figlio

Sigilli della Procura di Napoli al complesso residenziale abusivo "Casale da Padeira" esteso per 55 mila metri quadri sulla collina dei Camaldoli, zona classificata a forte rischio idrogeologico e sottoposta a vincoli ambientali. Gli accessi al villaggio, realizzato senza alcuna autorizzazione in via Vicinale Soffritto, e dotato di beauty farm, piscine, bar, salone per ricevimento, panetteria ed abitazioni di lusso affittate come residence e reclamizzate anche su un noto portale Internet di viaggi, sono stati bloccati dagli agenti del nucleo di Polizia municipale presso la Procura guidati dal tenente Gabriele Salomone.

All' operazione ha presenziato il Procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso. Il titolare dell'impresa costruttrice ed il figlio sono stati denunciati per danno ambientale e costruzione abusiva. L' intervento della Procura - che da un mese aveva anche disposto la vigilanza per 24 ore della Polizia Municipale al complesso edilizio - dovrebbe chiudere una lunga vicenda di abusi edilizi cominciati nel 1982 e riconducibili agli uomini del clan camorristico Polverino.

Il 28 novembre 2012 il complesso edilizio era stato sequestrato da Polizia Municipale e Carabinieri, ma le presenze nei residence, rifiniti lussuosamente con ceramiche di Vietri e legni di pregio, erano proseguite. "Il corpo di fabbrica principale del complesso edilizio, acquisito al patrimonio comunale nel 1997, non era mai entrato in possesso materiale del Comune - aveva rilevato criticamente in occasione del sequestro il Procuratore Fragliasso - né le numerose ordinanze di demolizione emesse nel corso degli anni erano state eseguite". Così i 30 appartamenti del "Casale da Padeira" (Casa della fornaia), contrassegnati dalla sigla CP di Crescenzo Polverino, continuavano ad essere affittati a settimana o mese ed erano prenotabili su Internet.


Negli anni - hanno accertato i rilievi della Polizia Municipale, che indaga da due anni su delega della Procura - i costruttori si erano appropriati anche di particelle di terreni di proprietà di privati, mentre nei mesi scorsi erano cominciati lavori di sbancamento per realizzare una bretella di collegamento tra il versante della collina dei Camaldoli, dove sorge il complesso edilizio, con il quartiere di Pianura. (Ansa)

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