Cronaca Via Vergini

L'imprenditore anti racket: "Dal mio bar ho sfidato la camorra, ora rischio la chiusura"

Le recenti restrizioni (del Governo nazionale prima e di quello regionale poi) fanno pensare alla chiusura la famiglia Di Napoli, titolare di una caffetteria nei Vergini. Tre anni fa un incendio seguì la loro denuncia dopo le richieste d'estorsione

Dover riparare i danni di un incendio che gli devastò il locale, riaprire il bar con grande fatica, sfidare la camorra e poi vedere tutto andare lentamente in fumo per il Covid-19 e le restrizioni. E' successo a Eduardo Di Napoli, giovane imprenditore, titolare di un bar nel rione Vergini, nel centro storico della città. Eddi è un imprenditore coraggioso: nell'agosto 2017 subì richieste di estorsione, e dopo l'ennesimo rifiuto il suo bar andò in fiamme. "I miei sogni erano infranti", spiega a NapoliToday Eddi. A ottobre, dopo imponenti lavori di ristrutturazione, Eddi riaprì: "Ma non abbiamo mai lavorato come prima. La verità è che chi denuncia viene emarginato. Io ho fatto nomi e cognomi, le istituzioni mi hanno abbandonato e bene o male riuscivo a mantenermi in piedi con il sudore del mio lavoro".

bar di napoli 2-2

Ma le ultime restrizioni sono state una mazzata per gli affari della caffetteria. "Dall'oggi al domani non si capisce se possiamo stare aperti, di che colore siamo. Siamo stanchi di essere gestiti così. Non possiamo e non vogliamo limitazione, questo caos c'è solo nel settore della ristorazione ed è assurdo". Anche per questo Eddi era tra i ristoratori che, nel fine settimana, hanno protestato contro le ultime disposizioni del Governatore De Luca - che di fatto hanno ribaltato le decisioni del Governo nazionale. Da zona gialla a zona arancione in poche ore. "E le consegne non bastano, sono poche", spiega Eddi Di Napoli. "Stamattina sono passati anche i vigili, non per un caffè ma per i controlli. Così è davvero troppo. Già prima era difficile, ora è diventato impossibile". 

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