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Martedì, 20 Febbraio 2024
Cronaca Torre annunziata

Cadavere in mare identificato, adesso è caccia al killer

La vittima è un 47enne di Gragnano già noto alle forze dell'ordine. Era scomparso da due giorni. Sul corpo sono stati riscontrati segni di colluttazione

Un omicidio volontario, e un tentativo immediatamente successivo di coprirlo inscenando un falso suicidio. È la ricostruzione che pare sempre più verosimile di quanto è avvenuto a Torre Annunziata, dove intorno alle 17 di domenica dei pescatori hanno ritrovato in mare il corpo di un uomo morto da poche ore.

La vittima, che aveva una corda legata stretta al collo con un masso all'altra estremità, era nello specchio d'acqua antistante la spiaggia delle Sette Scogliere di Rovigliano. Dopo alcune ore è stato identificato come un 47enne di Gragnano.

L'ipotesi più accreditata

Il corpo era ancora integro, quindi la morte risaliva a poche ore prima (sembra non più di 24). Dai primi rilievi effettuati dal medico incaricato, Antonio Sorrentino, sono emerse ferite alla testa e alle braccia non compatibili con l'ipotesi del suicidio, piuttosto con una colluttazione. L'autopsia chiarirà se l'uomo sia stato prima ucciso – eventualmente, ed è questa l'ipotesi più accreditata, altrove – e poi gettato in mare, oppure annegato.

Chi era la vittima

Al momento del ritrovamento era senza documenti, a torso nudo e solo con un paio di pantaloni e calzini, e al polso sinistro mostrava un tatuaggio con due lettere "M". È stato identificato grazie alle segnalazioni di scomparsa presentate alle forze dell’ordine: non dava notizie di sé da due giorni. Noto alle forze dell’ordine, viveva da solo in un appartamento al centro di Gragnano. Era separato e con tre figli.

Sulla vicenda sono in corso indagini da parte dei carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, coordinati dalla Procura oplontina. L'ipotesi di reato, al momento a carico di ignoti, è omicidio volontario.

Cadavere in mare, i rilievi del Ris | VIDEO

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