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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Busto del baby boss esposto al museo, il legale dei Sibillo: "Crea immenso dolore ai genitori"

Il busto venne ritrovato lo scorso aprile, durante la rimozione dell'altarino dedicato ad Emanuele Sibillo

Parla di decisione "incondivisibile e contraddittoria" Rolando Iorio, legale dei genitori di Emanuele Sibillo, nel commentare la notizia della consegna del busto del baby boss - ucciso in un agguato nel 2015 - al Dipartimento del'Amministrazione Penitenziaria per la successiva esposizione in una delle sale del Museo Criminologico di Roma.

"Una decisione inaccettabile ed incomprensibile, che crea immenso dolore ai genitori di Emanuele, in modo particolare alla madre, che dopo aver visto rimuovere gli oggetti che ricordavano il figlio da una edicola privata posta all'interno di un cortile privato,  deve ora anche patire che il busto in gesso del figlio Emanuele  -commmissionato dalla stessa madre ad un artista locale per ricordare il volto del figlio, morto prematuramente poco più che diciottenne -,  sia ora posto accanto ad oggetti macabri e di tutt'altro genere, come le scuri utilizzate dalla saponificatrice di Carreggio, o anche le ghigliottine e gli strumenti vari di tortura utilizzati nel corso dei secoli", dice l'avvocato.

"Bisogna tra l'altro considerare - continua il legale - che il suddetto busto è oggetto di un sequestro probatorio in un procedimento penale che vede gli stessi genitori di Emanuele Sibillo indagati con accuse gravissime. Busto per il quale, tra l'altro, così come per tutti gli altri oggetti sequestrati nell'operazione del 28 Aprile 2021 condotta dalla DDA di Napoli, abbiamo già avanzato istanza di dissequestro. Meraviglia quindi constatare che un oggetto, posto sotto sequestro probatorio in un procedimento penale in corso, venga consegnato ad un Museo in luogo di essere custodito nei locali appositamente adibiti per i depositi giudiziari".

"Da ultimo - spiega ancora - non può non rilevarsi la profonda contraddittorietà insita nella scelta di esporre il busto di Emanuele Sibillo nel Museo criminologico di Roma. Infatti, dopo una intensa campagna mediatica che ha portato, negli ultimi mesi, alla rimozione da parte delle Forze dell'Ordine di centinaia di altarini e murales presenti nella città di Napoli, in primis quello dedicato ad Emanuele Sibillo, ritenuto un vero e proprio simbolo, meta di pellegrinaggio anche per giovanissimi estranei alle logiche criminali, evidentemente affascinati da un'immagine che aveva assunto col tempo carisma e popolarità sempre più crescenti, sconcerta poi constatare che l'oggetto simbolo di tutto questo, ossia proprio il busto del baby boss Emanuele Sibillo, venga esposto con tutti gli onori in una sala del Museo di Roma. Sembra, infatti, che in tal modo quello che era un fenomeno prettamente cittadino sia stato di fatto elevato a livello nazionale, in palese contraddizione, tra l'altro, con la massiccia opera di rimozione e cancellazione perpetrata negli ultimi mesi nella città partenopea".   

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