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Ragazza in burkini

Ragazza in burkini

Con il burkini sulle spiagge di Napoli: l'esperimento

Una ragazza ha visitato le spiagge del lungomare indossando il costume per le donne musulmane. La reazione dei partenopei è stata di totale tolleranza: "Mi sono sentita a casa"

Ha comprato un burkini, l'ha indossato e si è mischiata tra i bagnanti del lungomare Caracciolo. Si tratta dell'esperimento, fatto da una ragazza, volto a testare le reazioni dei partenopei al particolare costume disegnato per le donne di religione musulmana, che in Francia è stato (per breve tempo) messo fuorilegge scatenando un acceso dibattito.

A riportare l'esperienza della giovane è stato il Mattino. Nessun commento stupido, nessuno sguardo particolarmente stupito, la ragazza non ha incontrato che tolleranza. "Passano pochi minuti e l'uomo – spiega, a proposito della prima persona che le ha rivolto la parola – mi spiega che posso stare tranquilla. 'No racìsm a Napoli. A Torino o Milano, a Napoli no. Tu tranquilla, ci sono io', mi fa, portandosi la mano al petto".

L'esperimento prosegue tra la rotonda di via Nazario Sauro e Mappatella Beach, più popolate. "Curiosità a parte, non scorgo una sola occhiata o parola offensiva o sgarbata – racconta – prendo posto e alle mie spalle qualcuno si chiede come faccio ad abbronzarmi visto che sto tutta coperta, ma non di più".

"Quant’è bella – si sente dire da un uomo al fotografo che la sta seguendo dall’inizio del tour – chest’è tunisina". Fa amicizia con delle ragazze. Ascolta una conversazione che mostra le paure della diversità filtrate dallo spirito napoletano all'integrazione. "E si ce fa zumpa all’aria?", fa una donna ridendo. "È ‘na guagliona, che ce fa zumpà. Tene diritto pure essa a sta ‘ncopp’a spiaggia!", replicano le altre. "Ma è islamica!", "E tu sì cristiana!", è la chiosa.

È in realtà il fotografo che la segue ad essere preso di mira: "Lasciala stare!", gli dicono, "Devi chiederglielo prima di scattare". "Vi ho detto una bugia, cari napoletani – conclude nello spiegarsi, sul Mattino, l'autrice dell'esperimento – Ma voi mi avete risposto con la verità, la più bella e confortante possibile: mi avete detto che ero a casa qualsiasi fosse il mio credo, qualunque cosa avessi addosso".

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