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I lavoratori licenziati

I lavoratori licenziati

Bricocenter Mugnano, incontro tra lavoratori licenziati e vertici aziendali

L'appuntamento all'hotel Oriente tra ex dipendenti in assemblea permanente, sindacati e vertici aziendali. Manca ancora l'accordo. Prossimo passo: tavolo congiunto in Regione

Non c’è ancora accordo tra i lavoratori della filiale del Bricocenter del Parco Commerciale Auchan di Mugnano e i vertici aziendali. I dipendenti del punto vendita del fai-da-te, che  hanno ricevuto la lettera di licenziamento lo scorso 11 febbraio, motivata dall’imminente chiusura della filiale a causa di una forte crisi economica, sono in assemblea permanente all’interno del Brico di Mugnano da una decina di giorni in attesa di trovare un accordo accettabile con l’azienda.

Nemmeno con l’incontro che ieri mattina si è tenuto all’Hotel Oriente di via Diaz a Napoli tra lavoratori, rappresentanze sindacali e vertici aziendali, si è riusciti a trovare una via d’uscita. L’azienda sembra arroccarsi sulla sua posizione: un primo periodo di cassa integrazione con l’eventualità di un ricollocamento, ma solo in punti Bricocenter e  fuori regione, poiché in Campania la crisi sarebbe diffusa e non inerente solamente al punto vendita di Mugnano. Se non ci fosse possibilità di ricollocamento, scatterebbe in seguito la mobilità.

I 14 dipendenti (che si ridurrebbero ad 11 poiché 3 dovrebbero riuscire in breve tempo ad andare in pensione) chiedono invece di essere ricollocati in altre filiali campane appartenenti allo stesso gruppo (Adeò) che comprende anche Bricoman e Leroy Merlin. I lavoratori spiegano che si tratta di semplice buon senso ed è questione di sopravvivenza: sono tutti tra i 40 e 50 anni, con famiglie e figli. La ricollocazione fuori regione, con lo stipendio che guadagnano (alcuni hanno contratti part-time a 20 ore settimanali) non è una vera alternativa, nessuno potrebbe trasferirsi in queste condizioni.

L’azienda invece puntualizza che altri marchi appartenenti al gruppo (come Leroy Merlin) sono giuridicamente, economicamente ed amministrativamente separati da Bricocenter, per cui uno spostamento di risorse in questo senso non sarebbe possibile. Posizione, questa, duramente contestata dai 14 dipendenti licenziati.

Il prossimo passo sarà quello di partecipare ad un tavolo congiunto in Regione. Intanto i lavoratori del Brico possono contare sulla solidarietà espressa da una vasta opinione pubblica, sull’appoggio dell’amministrazione di Mugnano e del Sindaco Porcelli (che si è recato personalmente dai lavoratori in assemblea e si è detto disponibile a partecipare a qualunque tavolo con l’azienda per dare il suo contributo) e sull’apporto dei Comitati Civici di Mugnano e dei comuni limitrofi, che si sono uniti con passione alla battaglia, creando anche un gruppo su facebook (“boicotta il gruppo Adeò”) che conta già più di 600 fan.

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