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Mafia e camorra, Cantone: "I boss spesso si travestono da donna per mimetizzarsi"

L'intervista rilasciata a Klaus Davi mette in luce un aspetto che sta prendendo sempre più piede nei malavitosi in fuga

"Il ricorso al travestimento di boss mafiosi, anche di peso è più diffuso di quanto si pensi ed è un frequente stratagemma per mimetizzarsi e scappare", lo ha dichiarato il magistrato Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, nel corso di una intervista rilasciata a Klaus Davi, che andrà in onda nel corso della puntata de “Gli Intoccabili”, sabato 5 novembre, a partire dalle ore 21.00 su LaC, canale 19 del digitale terrestre calabrese e in streaming su www.lactv.it.

L'intervista, rilasciata quando il presidente era ancora magistrato di Cassazione, fino ad ora mai pubblicata, riporta: «C'è il caso del camorrista Aldo Gionta (arrestato a Pozzallo il 17 agosto 2014, usava camuffarsi con occhiali e parrucche, arrivando a travestirsi da donna. Quando fu catturato era mimetizzato da turista straniero) ma ce ne sono stati anche altri. C’è solo la necessità di non farsi riconoscere: se si nota un’autovettura con a bordo un maschio e una femmina, c'è meno attenzione da parte delle forze dell'ordine", spiega Cantone.

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