Cronaca

Lo Russo jr: "Quando evitai l'arresto avvisai Lavezzi"

Secondo gli atti, Lavezzi aveva un telefono "dedicato", cioè intestato ad altri soggetti, che serviva per comunicare con il boss tifoso

Quando Antonio Lo Russo sfuggì al blitz nel maggio del 2010, si rifugiò a casa di un pusher legato al clan. Poi fece in modo di contattare un suo uomo, al quale disse di 'portare una imbastiata' al giocatore Lavezzi, estraneo alle indagini. È uno dei particolari che emergono dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in queste ore nei confronti di un gioielliere ritenuto responsabile di aver favorito la latitanza all'allora boss, oggi pentito, Antonio Lo Russo.

Lavezzi avrebbe avuto un telefono "dedicato", cioè intestato ad altri soggetti, che serviva per comunicare con il boss tifoso. Come ha fatto sapere Lo Russo jr: "Chiesi di avvisarlo perché se i carabinieri avessero trovato il mio telefono, lo avrei messo in difficoltà".

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