Cronaca Ponticelli

Bombe a Ponticelli: la bomba lanciata dal cavalcavia fece scattare l'airbag dell'auto degli attentatori

Gli autori hanno dovuto lasciare la vettura sul posto e scappare a piedi. Così hanno fornito elementi utili alle indagini sui clan della zona

Gli investigatori sono al lavoro per accertare le dinamiche che hanno portato a una escalation di tensioni nel quartiere Ponticelli, area orientale della città di Napoli. Dal alcune settimane il territorio è tornato nella morsa dei clan di camorra che si contendono la gestione degli affari illeciti. Le tensioni sarebbero legate alla volontà del gruppo dei Di Martino di riaffermarsi. Il clan, infatti, dopo essere transitato dai Mazzarella all'Alleanza di Secondigliano, sodalizi storicamente rivali, si è visto improvvisamente escluso dalla ripartizione dei proventi delle attività illegali.

I detenuti non ricevevano più la cosiddetta 'mesata', cioè una sorta di stipendio che le cosche garantiscono alle famiglie dei carcerati durante la detenzione, e gli affiliati erano stati esclusi dalla gestione delle piazze di spaccio. Tutto questo, insieme alla recente scarcerazione di un uomo di punta del clan De Micco, ha innescato una spirale di tensioni non ancora sopite e su cui sono in corso indagini. La situazione è diventata particolarmente preoccupante da quando, nelle ultime settimane, sono state fatte esplodere alcune bombe a Ponticelli.

I camorristi hanno fatto anche uso di ordigni che, seppur di fabbricazione artigianale, risultano particolarmente pericolosi. Uno degli accadimenti più recenti - risalente alla notte tra l'11 e il 12 maggio - riguarda l'esplosione di un ordigno gettato da un cavalcavia per evitare un eccessivo avvicinamento al luogo da colpire. La macchina degli attentatori è però rimasta bloccata perché la deflagrazione ha causato l'apertura degli airbag e gli autori del raid sono dovuti fuggire a piedi. Il ritardo nel loro allontanamento li ha costretti ad abbandonare la vettura proprio nel luogo dal quale era partito il raid. Queste circostanze denotano, accanto alla pericolosità, anche una sostanziale approssimazione di chi fa uso di queste armi. Nei giorni precedenti si erano verificati altri episodi, una 'stesa' e due ordigni fatti esplodere in pochi giorni nello stesso quartiere.

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