Mercoledì, 23 Giugno 2021

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Bipiani, il Comune: "Daremo una casa solo a chi ne ha diritto"

Le 83 famiglie che vivono nelle baracche di amianto dovranno lasciare le abitazioni, ma al momento non esiste un'alternativa. L'assessore Borriello: "Faremo un censimento. Valutiamo alcune possibilità come la ristrutturazione di scuole inutilizzate e le casette per i terremotati"

I Bipiani assomigliano sempre più a un rebus dalla difficile soluzione. L'emergenza è tornata d'attualità quando a inizio maggio il Comune di Napoli ha inviato una diffida agli 83 nuclei familiari residente con l quale comunicava che nei prossimi mesi sarebbero cominciati i lavori di abbattimento delle baracche d'amianto situate in via Fuortes, a Ponticelli, e che quindi avrebbero dovuto lasciarle.

Una notizia che ha scatenato il panico visto che, allo stato attuale, non è stata trovata ancora una sistemazione alternativa. La visita ai Bipiani del vescovo Mimmo Battaglia ha ridestato l'attenzione del Comune. Ciro Borriello, con delega al Diritto all'abitare, è uno dei quattro assessori del Comune di Napoli investiti del problema. 

"Abbiamo trovato i fondi per la bonifica di quella che da trent'anni è una bomba ecologica. - spiega Borriello - Nei Bipiani vivono persone che occupano abusivamente. Vogliamo fare un censimento e capire chi ha diritto a un alloggio comunale e chi no". Eppure, alla fine degli anni 90, fu la stessa Amministrazione comunale, all'epoca guidata da Antonio Bassolino, a trasferire in quella baraccopoli molte persone: "Erano anni in cui le assegnazioni si facevano molto più semplicemente" la replica di Borriello. 

Si sentono tutt'altro che abusivi gli abitanti dei Bipiani. La maggior parte ci vive da oltre vent'anni. Qualcuno ci è nato e oggi va all'università e una casa vera non l'ha mai vista. "Posso affermare che chi ha diritto alla casa non resterà in mezzo alla strada. Ci occuperemo anche di chi non ha diritto, anche se in quel caso nessuna legge ci viene incontro e sarà più difficile trovare una soluzione". 

I criteri che stabiliranno chi avrà un alloggio e chi non lo avrà non sono ancora stati chiariti. Sarà comunque un alloggio d'emergenza. "Stiamo valutando diverse soluzioni - prosegue l'assessore - Ci sono abitazioni confiscate alla criminalità organizzata. Poi, il Comitato ci ha indicato scuole inutilizzate da tempo che potrebbero essere ristrutturate per la circostanza. Infine, potremmo contare sulle casette che la protezione civile utilizza nelle zone terremotate. In tutto una ventina di alloggi". 

Restano aperti alcuni interrogativi. Appaiono pochi venti alloggi a fronte di 83 nuclei familiari: "Per la bonifica - precisa Borriello - non sarà necessario che tutti vadano via contemporaneamente. Procederemo per lotti. E poi, non tutti avranno diritto alla casa". Diritto o no, chi non riceverà una sistemazione rappresenterà comunque un tema sociale che non potrà essere ignorato dal Comune.

Appare paradossale l'opzione che prevede, dopo trent'anni in baracche di amianto, il passaggio nelle casette per i terremotati: "Non è così - risponde Borriello - non sono certo baracche, sono confortevoli e rispondono a determinati requisiti. Inoltre sarebbe solo un alloggio temporaneo, in attesa della ricostruzione". 

Anche sulla temporaneità resta qualche dubbio. Ancora oggi, per esempio, ci sono sopravvissuti al terremoto del 1980 che vivono nelle casette "temporanee" allestite quaranta anni fa. Sul fronte della costruzione, se si eccettua l'operazione Vele di Scampia, l'edilizia pubblica in Campania è paralizzata da un ventennio. Inoltre, proprio per l'assenza di nuove case, le graduatorie per l'assegnazione delle case scorrono con lentezza biblica e sono migliaia le persone che attendono un'abitazione da tempo immemore. 

A questo quadro, va aggiunto che in autunno ci sono le elezioni e che, quindi, la grana della ricostruzione e della sistemazione dei residenti dei Bipiani penderà sul capo di un'altra Giunta. Che il tema non sia di facile soluzione, d'altronde, lo ha dichiarato anche il sindaco de Magistris: "Seppur con tanto ritardo, i cittadini hanno ragione, abbiamo trovato il finanziamento per l'abbattimento e la realizzazione di nuovi alloggi - ha aggiunto de Magistris - ora il tema delicato è trovare un alloggio provvisorio per le persone. Questo, però, va di pari passo con le difficoltà economiche dei Comuni''.

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