Bimbo ucciso a Cardito, Tony: “Non mi facevano dormire”

La bambina ferita appena salita in ambulanza confessò all'infermiera: “Finalmente me ne vado da questa casa”

Emergono altri particolari inquietanti dall'ordinanza di custodia cautelare ai danni di Tony Essobti Badre, accusato di aver ucciso il piccolo figliastro di otto anni. Il Gip Antonino Santoro racconta dettagli agghiaccianti nelle pagine che motivano la permanenza in carcere del 24enne. A lui, nel corso dell'interrogatorio di convalida del fermo, Tony avrebbe confessato che i bambini erano troppo vivaci e che “non lo facevano dormire”. La vivacità dei piccoli avrebbe portato l'uomo a perdere la pazienza e a cominciare a picchiarli.

“Finalmente me ne vado da questa casa”

La madre, Valentina Casa, riuscì a salvare la terza figlia, di soli quattro anni, nascondendola sotto le coperte. Alla furia dell'uomo non sfuggirono però gli altri due bambini che vennero colpiti prima a mani nude e poi con il manico di una scopa. La bambina quando venne portata in ospedale confidò all'infermiera: “Finalmente me ne vado da questa casa”. Anche questa dichiarazione è finita nell'ordinanza ricostruendo in maniera inequivocabile qual era il clima all'interno dell'abitazione dove si è consumato il tragico delitto. 

La versione della madre

Ha parlato al sostituto procuratore Paola Izzo, anche la madre del bambino di sette anni ucciso dal patrigno a Cardito. Valentina Casa ha raccontato quei tragici momenti che hanno portato all'uccisione del piccolo ad opera del compagno. Ha dichiarato di essere stata colpita da un blocco psico-fisico nelle ore che hanno condotto il piccolo verso la morte per le brutali ferite inferte dal 24enne. La donna ha raccontato di aver prima provato a fermare l'uomo durante il pestaggio e poi di essersi completamente bloccata durante le due-tre ore di agonia del bambino.

La paralisi

La donna è stata presa prima per i capelli e strattonata via poi colpita con un morso alla spalla. In quel momento si è bloccata non riuscendo più a difendere i bambini. Alla fine del pestaggio non ha potuto fare altro che provare a fare qualcosa per il piccolo di sette anni. In un primo momento non sapeva cosa fare e ha posto il bambino sul divano. Non è riuscita a fare altro mentre il patrigno e sceso di casa alla ricerca di una pomata che potesse lenire le ferite inferte al piccolo. Una totale sottovalutazione di cosa stava succedendo che però non convince appieno la procura di Napoli Nord. A farli rendere conto della gravità della situazione è stato il fratello di Tony, che ha immediatamente chiamato il 118. Era arrivato a casa con la madre. Una volta arrivati nell'abitazione dei due, i medici hanno potuto solo costatare la morte del piccolo.

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Le indagini

Il racconto della donna al sostituto procuratore è arrivato dopo giorni in cui si è trasferita a Massa Lubrense, la sua città di origine. Al momento non è iscritta nel registro degli indagati ma la sua posizione continua a essere sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori. Fondamentali potrebbero essere le rivelazioni della piccola sorella del bimbo, anche lei picchiata durante quella tragica notte. Intanto si terranno oggi i funerali del piccolo a Pompei, città d'origine del padre del bambino.

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