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Bimbo morto a Cardito, un conoscente: "Pochi giorni prima un'altra aggressione"

 

Cardito si è svegliata sotto choc. Il giorno dopo la morte del piccolo Giuseppe, trovato senza vita nel suo appartamento di via Marconi, con evidenti segni di percosse, la comunità commenta quanto accaduto. E' ancora in ospedale, invece, la sorellina di otto anni, anche lei probabilmente vittima di violenza domestica. I riflettori sono puntati su un ragazzo di 24 anni, compagno della madre dei due bambini:  "Sabato lui ha dato un calcio al bimbo - racconta un conoscente, che frequenta il bar accanto all'abitazione - gli ho chiesto cosa fosse successo e lui mi ha detto che lo stava esasperando con tante richieste". 

Sembra che la famiglia fosse in cattive acque, con evidenti difficoltà economiche: "Lavorava, ma guadagnava solo 100 euro a settimana, al mercato. A volte i bambini possono fare delle richieste, per esempio un paio di scarpe. Ma se uno non può permetterselo nascono le tensioni e i malumori". Il giovane, di padre tunisino e madre carditese, al momento è solo indagato e ha respinto le accuse di omicidio. 

Le persone che lo conoscono raccontano, comunque, di una storia difficile: "Io ho lavorato con il padre per una decina di anni - spiega un residente - in una fabbrica di zoccoli e posso dire che era una bravissima persona. Il ragazzo, invece, mi è sempre sembrato un po' sbandato: la madre è andata in un centro per disintossicarsi dall'alcol e il padre è morto". 

Un vicino di casa parla di "...un fulmine a ciel sereno. Abitavano qui da 4-5 mesi e non li abbiamo mai sentiti litigare". Gli fa eco un conoscente: "Non ci saremmo mai aspettati che sarebbe arrivato a questo". Ma resta il dubbio che la tragedia si potesse evitare: "Se dopo la lite di sabato scorso fossero intervenuti i carabinieri magari tutto questo non sarebbe accaduto". Al momento, però, è fondamentale andare con i piedi di piombo e ricordare che il 24enne è solo indagato. Finora ha rigettato le accuse di omicidio. Saranno gli investigatori, che stamattina hanno effettuato un altro sopralluogo in via Marconi, a stabilire se sia stato lui o meno a uccidere il piccolo Giuseppe. 

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