Domenica, 21 Luglio 2024

Bimba ferita a Sant'Anastasia, dal Santobono: "Cruciali le prossime 72 ore" | VIDEO

Il proiettile è stato fermato da un osso cranico, ma la piccola presenta un edema cerebrale. Confortano intanto le condizioni della madre

È in rianimazione, sedata e in respirazione artificiale. Questa la situazione, al Santobono, della bimba di 10 anni raggiunta da un proiettile vagante a Sant'Anastasia ieri sera all'esterno di un bar. Stava mangiando il gelato insieme ai suoi genitori in piazza Canneto quando si sono ritrovati al centro di una stesa. Sono stati probabilmente colpiti da proiettili di rimbalzo: il padre alla mano (ma di striscio), la madre all'addome, la piccola alla testa.

Giuseppe Cinalli - il neurochirurgo che ha operato la bambina - è un'eccellenza internazionale. Le ha estratto il proiettile che l'aveva colpita alla testa, conficcandosi (e fortunatamente fermandosi) in un osso della regione temporale. Un'eventualità estremamente fortunata che ha evitato il peggio. "La tac ha evidenziato però la formazione di un trauma lacerocontusivo a causa dell'impatto, di piccole dimensioni ma che ha comunque richiesto l'impianto di un monitoraggio della pressione intracranica", ha spiegato il medico.

Serviranno 72 ore per essere sicuri che vada tutto bene. "La prognosi resta assolutamente riservata, i rianimatori stanno lavorando perché la situazione non presenti complicanze per quanto riguarda l'edema cerebrale", aggiunge Cinalli.

Le condizioni della madre

La donna ferita, 35 anni, è stata invece trasferita in nottata presso il Cardarelli, e non si trova in condizioni ritenute dai medici preoccupanti. Patrizio Festa, responsabile del reparto Trauma Center del Cardarelli, spiega: “La signora ha riportato una ferita superficiale della parete anteriore dell’addome che non ha leso organi interni né ne ha superato lo spessore, per cui abbiamo la ragionevole certezza di dover curare una ferita che non può essere causa di danni permanenti o futuri. Ovviamente la prudenza è doverosa, per cui la signora resterà in osservazione al massimo per 48 ore, per poi valutarne la dimissione”.

Le indagini sulla stesa

A condurre le indagini, per chiarire la dinamica e il movente dietro gli spari, sono i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna. Sono state acquisite le immagini dalle diverse telecamere di videosorveglianza presenti in zona. Dalle prime testimonianze raccolte sembrerebbe che i colpi di pistola siano stati esplosi nel corso di una lite tra giovanissimi. Due persone sono state ascoltate al momento come persone informate sui fatti.  

"AVEVANO DELLE MITRAGLIETTE" | VIDEO

Libera Campania: "Ancora feriti innocenti"

Così il referente di Libera Campania, Mariano Di Palma: "Ancora una volta degli innocenti hanno rischiato la vita. Una famiglia di tre persone è stata raggiunta dai colpi, che hanno ferito alla testa una bambina di 10 anni. Per fortuna è stato scongiurato il pericolo di vita, ma la piccola resta in gravi condizioni. Questo ennesimo episodio di violenza però ci porta, ancora una volta, a riflettere sulla facilità di imbracciare un'arma, sulla furia criminale nei nostri territori. Questo episodio, come i recenti a Pianura, Ponticelli devono portare le istituzioni a fare di più sia in termini di sicurezza che sull'educazione".

"Probabilmente si è trattata di una stesa o di una di queste idiozie che ancora dobbiamo scontare", sono state le parole invece del presidente della Regione Vincenzo De Luca, intervenuto a margine di un incontro con giovani studenti a Città della Scienza.

Coisp: "Questi episodi rimandano ad anni bui della nostra storia"

Così invece il segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, Domenico Pianese: "A Sant'Anastasia ieri è stata consumata una vera e propria tragedia. Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alla famiglia che, mentre stava cenando in piazza Cattaneo, è rimasta vittima di una sparatoria. Contro il ripetersi di questi episodi che rimandano ad anni bui della nostra storia, quando alcune zone del Paese erano invivibili a causa della violenza della criminalità organizzata, chiediamo un intervento straordinario del Governo per assicurare il principio della certezza della pena. La pericolosità sociale dei numerosi clan di camorra che si contendono il territorio è ancora elevata e per contrastarla è necessario recuperare il potere di deterrenza delle norme penali".

Il vescovo: "Violenza efferata, preghiamo per piccola"

"Mentre sono a Roma per l'Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, mi giunge la dolorosissima notizia della sparatoria avvenuta a Sant'Anastasia nella quale è stata tragicamente coinvolta una famiglia della nostra Diocesi". È il commento fatto, attraverso un post, dal vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino. "Con cuore di padre mi rendo presente ai genitori, condividendo la loro apprensione per le preoccupanti condizioni della figlioletta gravemente ferita. Chiedo a tutta la nostra comunità diocesana di unirsi alla preghiera del vescovo, affinché la Vergine dell'Arco - tanto cara alla devozione del popolo anastasiano - interceda per il buon esito dell'intervento chirurgico e per una rapida guarigione di tutti gli innocenti che sono stati coinvolti in questa brutale e incomprensibile aggressione. Ancora una volta, come nell'effige della nostra Madonna un colpo di efferata violenza macchia il volto dell'amata comunità di Sant'Anastasia, chiamata ora a trasformare questa ferita in occasione di riscatto sociale e rinnovato impegno contro ogni forma di criminalità". "Insieme ai parroci e ai religiosi della città, appello a tutta la società civile: ciascuno, nell'ambito delle proprie competenze, si senta responsabile nel fare luce su questa tristissima vicenda e fornisca quanto sarà utile alle forze dell'ordine per ristabilire la giustizia e la buona fama dell'intera popolazione; nessuno ceda alla tentazione dell'omertà e della paura. Tutti adoperiamoci per costruire una società dove le famiglie possano trovare sicurezza e i giovani crescere nel ripudio della violenza e dell'atteggiamento camorristico. La Chiesa - come ha ricordato in questi giorni il Card. Presidente Matteo Zuppi - resiste alle "forze disgregative" nei nostri territori ed è a servizio del bene comune, nella certezza che nel cantiere di un mondo migliore si lavora insieme".

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