Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca porta Nolana

Basta Day: in piazza per il diritto al lavoro e alla mobilità

Dipendenti e utenti della Circumvesuviana si sono concentrati intorno alle 10.30 presso la stazione di Porta Nolana per protestare contro i disagi, i tagli alle spese e la conseguente soppressioni dei treni

Basta Day, Porta Nolana 12 dicembre 2012

Tutti in piazza questa mattina per il "Basta Day": manifestazione in difesa del diritto alla mobilità e al lavoro.
Dipendenti e utenti della Circumvesuviana si sono concentrati intorno alle 10.30 presso la stazione di Porta Nolana per protestare contro i disagi, i tagli alle spese e la conseguente soppressioni dei treni.

L'iniziativa è partita dal gruppo Facebook "No al taglio dei treni della circumvesuviana" ed ha raccolto anche le adesioni dell'ANCI Campania, dei sindaci di San Giorgio a Cremano, di Pompei e di Sorrento, oltre che di Assoutenti, Federconsumatori, Gruppo mobilità sostenibile WWF, Adiconsum, Verdi Ecologisti, e dei Commercianti di Porta Nolana-corso Garibaldi. Presenti anche rappresentanti del Movimento 5 Stelle che accusano senza mezzi termini i 'troppi' dirigenti dell'azienda che prendono stipendi elevati ma non hanno saputo amministrare l'azienda.

I manifestanti hanno esibito tutti un fazzoletto bianco legato al braccio: un segno di protesta che sta ad indicare la richiesta di trasparenza e di verità su quanto sta accadendo all'azienda.

I macchinisti della Circumvesuvia hanno spiegato a Napoli Today: "Eravamo il fiore all'occhiello del trasporto pubblico campano e invece è di ieri la notizia che abbiamo vinto addirittura il 'premio' come peggiore ferrovia italiana, noi come dipendenti siamo veramente mortificati perché abbiamo contribuito a far crescere questa azienda e vedere che i cittadini, lavoratori come noi, rivendicano un loro diritto, il diritto alla mobilità, ci fa piangere veramente il cuore. Spesso nei confronti dei viaggiatori escono notizie fuorviante e pilotate, si dice che non vogliamo lavorare o che 'scartiamo' i treni solo per stringere accordi e portare a casa più soldi, ma non è assolutamente vero: scartare dei treni è una tutela nei confronti nostri e dei viaggiatori, perché ci sono treni che purtroppo non sono idonei a viaggiare. Ci teniamo a precisare che quando un treno viene 'scartato', non siamo noi a farlo e basta, ma c'è una trafila di persone che attestano la validità della problematica da noi riscontrata. Per cui, per quanto ne dicono i dirigenti, non è una decisione nostra, ma un fatto che viene attestato. La situazione del parco rotabile è nera: su 140 treni ne viaggiano circa 40, mentre sarebbe importantissimo averne almeno 70-80. E questi pochi treni disponibili sono sempre gli stessi a viaggiare ogni giorno e quindi come tutte le macchine sono soggetti ad usure e avarie continue. Questa è la nostra realtà, la realtà della ferrovia. Non facciamo altro che rivendicare i nostri diritti, insieme agli utenti, diritti per i quali paghiamo le tasse".


Anche i commercianti della zona, intervistati, fanno sentire la loro voce: "Noi commercianti di questa zona - ci dice il proprietario dell'edicola interna alla stazione di Porta Nolana - viviamo di Circumvesuviana, viviamo grazie ai viaggiatori, stiamo perdendo oltre il 50 per cento della nostra clientela e un calo di incassi molto forte. Una crisi del genere non era mai capitata. In un periodo così difficle per l'Italia siamo già in grossa difficoltà e dovremmo anche iniziare a fare a meno di qualche dipendente perché non ce la facciamo con le spese. Per questo facciamo sentire la nostra presenza, come vicinanza agli utenti e come vicinanza ai dipendenti. Siamo solidali con loro e chiediamo che sia fatta presto qualcosa perché è improponibile una città senza Circumvesuviana"

Importantissima anche la voce degli utenti: "Siamo tutti una faccia e un numero qui alla stazione della Circumvesuviana - spiega Raffaele, un ragazzo che su uno striscione ha scritto il suo numero di abbonamento al servizio -. Io ho un abbonamento di fascia 11 (quello che prevede agevolazioni per invalidità civile)e 'mi godo' gli ultimi giorni da abbonato 2012 perché non solo non so cosa ne sarà del mio abbonamento agevolato, ma non so cosa ne sarà dell'intero sistema del trasporto integrato: treni e autobus. Non è solo la Circumvesuviana in difficoltà, ma l'intero servizio pubblico che non ha stabilità e prospettiva per il futuro. Prendo il treno quasi tutti i giorni, venendo da Vico Equense. Penso che prendere i mezzi pubblici sia un diritto ma anche un dovere di ecosotenibilità, se però ti viene impedito dalla malagestione amministritiva, politica e industriale di questo settore, ti resta l'amaro in bocca e soprattutto pensi che vai indietro. Si torna indietro rispetto a tante sicurezze e diritti che ci stanno scippando in nome di non so quali logiche, visto che però la costruzione della metropolitana continua. Mi chiedo che senso abbia dover arrivare in macchina a Napoli e solo allora poter prendere una metropolitana. Io voglio evitare di prendere la macchina, diventare un cittadino moderno di una regione moderna e spero che, agevolato oppure no, questo possa ancora essere un'abitudine per me".

Una mattina che ha visto, quindi, tutti uniti con l'obiettivo comune di dire basta ad una situazione ormai davvero insostenibile.

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