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Cronaca

24 ore di follia tra rapine e ferimenti: arrivano le condanne per la banda

Due raid commessi tra Casavatore e a Secondigliano dove, a farne le spese, sono stati due motociclisti costretti a cedere lo scooter sotto la minaccia di una pistola. Altri due raid contestati non sono andati a segno, ma si sono registrati altri ferimenti

In 24 ore avevano realizzato tre rapine con feriti tra Giugliano, Casavatore e Napoli. Il pubblico ministero aveva chiesto oltre 65 anni di carcere, ma la stangata non è arrivata. Il processo si è celebrato innanzi al GUP del Tribunale di Napoli Nord Dott. Fabrizio Forte, con il rito abbreviato nei confronti di 6 imputati, a vario titolo, di rapine pluriaggravate consumate.

⁃ Engheben Giulio, imputato per 11 episodi, condannato a 10 anni di reclusione (il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 26 anni di carcere e 20.000 euro di multa), difeso dall’avvocato Luigi Poziello;

⁃ Vitale Salvatore, imputato per 5 episodi, condannato ad anni 8 mesi 8 di reclusione (pm aveva chiesto anni 18 di reclusione 15.000 euro di multa), difeso dall’avvocato Michele Basile;

⁃ Sacchettino Simone, imputato per 6 episodi, condannato ad anni 7 mesi 4( il pm aveva chiesto anni 14 di reclusione 10.000 euro di multa) difeso dall’avvocato Domenico Dello Iacono

⁃ Engheben Ivan, Granillo Giuseppe e Rusciano Stefano, imputati a vario titolo per il possesso e l’utilizzo di un telefono in carcere e di favoreggiamento personale, il pm aveva chiesto anni due mesi due e giorni venti di reclusione, sono stati condannati: Engheben anni uno medi 4 (difeso dall’avvocato Pierluigi Grassi); Rusciano anni uno medi 8 (difeso dall’avvocato Ciro Della Torre); Granillo a mesi otto di reclusione (avvocato Salvatore Landolfi).

Sono stati i carabinieri della Compagnia di Casoria e quelli della stazione di Casavatore a dare esecuzione al provvedimento del Tribunale di Napoli Nord.

Le rapine

Due raid commessi tra Casavatore e a Secondigliano dove, a farne le spese, sono stati due motociclisti costretti a cedere lo scooter sotto la minaccia di una pistola. Altri due raid contestati non sono andati a segno, ma le vittime sono rimaste ferite. A Giugliano il conducente di un’auto fu centrato con un proiettile al gluteo, mentre a Casavatore, un centauro fu ferito a una gamba per aver resistito alla rapina. È partito tutto da lì, dalle denunce, alle quali sono state associate le indagini che sono iniziate dalle telecamere di sorveglianza e che sono seguite con ispezioni, perquisizioni, sequestri, indagini balistiche sui bossoli recuperati. Infine accertamenti informatici su un telefono cellulare di uno degli indagati. Da lì ci sono stati incroci con le celle di telefonia mobile, tabulati ed intercettazioni telefoniche che hanno consentito di portare l’indagine a un altro filone, quello che ha portato all’identificazione di nove detenuti, di cui otto a Poggioreale e uno nel carcere di massima sicurezza di Carinola, che facevano uso di cellulari per comunicare all’esterno del carcere con parenti, familiari e conoscenti.

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