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Venerdì, 21 Giugno 2024

Il cuore nuovo di Aurora: "Ma la battaglia non è finita"

La bimba di 10 anni operata al Monaldi dopo 7 mesi di attesa in cui ha sopravvissuto grazie a una macchina. Il papà: "E' un miracolo, ma siamo ancora preoccupati. E' in terapia intensiva insieme ad adulti e anziani perché mancano gli spazi dedicati ai minori"

Aurora ha un cuore nuovo. Lo ha atteso sette mesi. Setti mesi in cui è sopravvissuta grazie a un cuore artificiale dell'Ospedale Monaldi. Ed è sempre al Monaldi che Aurora ha subito il trapianto, domenica 1 maggio 2022. "Il nostro pensiero va a uell'angelo, al bambino o la bambina che ha donato il cuore  nostra figlia" dice papà Giovanni che a 48 ore dall'intervento non riesce ancora a trattenere l'emozione.

Eppure, il calvario della bimba di 10 anni non sembra ancora finito. "E' in terapia intensiva - spiega Giovanni - Ma siamo preoccupati perché è nello stesso reparto degli adulti a causa della mancanza di spazi dedicati ai minori". La mancanza di un reparto di terapia intensiva per i bimbi trapiantati di cuore è una battaglia antica. Negli anni si è costituito anche un Comitato che cerca di dialogare con la direzione dell'Ospedale. In attesa di lavori di adeguamento è stato allestito un box asettico.

"Ci avevano assicurato - continua il padre di Aurora - che anche se occupato sarebbe stato liberato dopo l'intervento a nostra figlia, ma così non è stato. E' sia un problema psicologico, perché Aurora sta insieme a persone in fin di vita, non certo belle immagini per una bimba di 10 anni; sia sanitario perché lei è immunodepressa e potrebbe prendere un'infezione". I genitori della piccola hanno scritto una lettera alla direzione dell'Ospedale e sono in attesa di risposta.

La scoperta della malattia

Aurora non è malata dalla nascita. Fino a pochi mesi fa andava regolarmente in piscina e non aveva mai manifestato segni di malessere. "A settembre dello scorso anno - racconta Giovanni - aveva una tosse persistente. Credevamo fosse soltanto un malanno di stagione ma non andava via. Quando abbiamo visto che i valori del sangue erano sballati il pediatra ci ha indirizzati al Santobono dove hanno capito che c'era un problema serio. Al Monaldi siamo arrivati che ad Aurora restavano soltanto poche ore di vita. Una parte del suo cuore non funzionava più".

Giovanni e sua moglie hanno sentito il loro mondo crollare. "Dobbiamo ringraziare tutti i medici che ci hanno aiutati. Le persone non credono che esistano gli angeli, ma gli angeli esistono eccome E io conosco i loro volti. La vita di Aurora è stata salvata due volte, il 2 ottobre quando è stata operata la prima volta è il giorno del trapianto". 

L'attesa

Ci sono voluti però 7 mesi affinché arrivasse un cuore adatto alla bambina di 10 anni. "Sono stati mesi tremendi perché quando aspetti sei consapevole che il cuore potrebbe anche non arrivare in tempo". 

Un'attesa che ha diviso la famiglia: "Io stavo a casa con la nostra seconda figlia di 6 anni e mia moglie era in ospedale con Aurora. Greta, la più piccola, durante le prime settimane sembrava non volerne sapere nulla ma poi non ce l'ha più fatta e ogni giorno chiedeva quando sarebbero tornate la madre e la sorella".

La forza di Aurora

Anche se hai 10 anni se passi una parte della tua vita in un ospedale attaccata ad una macchina sei costretta a crescere in fretta. Ed è quello che è capitato ad Aurora: "Mia figlia mi ha sorpreso ogni giorno di questi sette mesi punto quando la chiamavo per sapere quali fossero le sue condizioni lei mi rispondeva chiedendomi 'E tu come stai papà?'. Lei chiedeva a me come stessi, incredibile. Aurora è forte e sono sicuro che con l'aiuto dei medici avrà un futuro Roseo"

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