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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Cronaca

Assunta, la mamma napoletana che ha salvato suo figlio dal demone del bullismo

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di NapoliToday

Di Costanzo è un cognome partenopeo di quelli tra i più diffusi, a portarlo è una donna molto forte, una mamma napoletana guerriera che ha conquistato i festival cinematografici, Assunta di Costanzo, 73 anni, del quartiere della Pignasecca, protagonista assieme a Edoardo Purgatori di un breve documentario sul bullismo scritto e diretto da suo figlio, Giuseppe Sciarra, Ikos, selezionato recentemente ai David di Donatello 2023. Assunta nel documentario parla a cuore aperto del dramma di suo figlio quando era un adolescente negli anni 90 con una forza e una lucidità da togliere il fiato che hanno commosso gli spettatori per la dignità con cui questa madre coraggio parla della tragedia che si è abbattuta nella sua famiglia. Di Costanzo venne a sapere che il figlio veniva bullizzato solo dopo che quest'ultimo ha tentato il suicidio all'età di 14 anni quando è stato portato in ospedale per una lavanda gastrica. Tempo qualche minuto e sarebbe morto, hanno riferito i medici. La vicenda della famiglia Sciarra si svolge in una nota località balneare pugliese in provincia di Foggia, lì il padre di Giuseppe Sciarra era un noto insegnante, sua moglie Assunta che fino a ventidue anni era vissuta a Napoli l'avevo seguito per lavoro e si trovavano bene in paese. La loro esistenza sembrava dunque scorrere tranquilla ma lo spettro del bullismo si era abbattuto sulla loro famiglia e avevo sconvolto la vita di Giuseppe che aveva smesso di uscire di casa e si nascondeva per paura di essere deriso e maltrattato dai suoi coetanei. "Non capivo cosa stava succedendo!", dice Assunta. "Se avessi capito io e mio marito saremmo intervenuti. Vedevamo nostro figlio strano, chiuso nel suo mondo, pensavamo che fosse una cosa adolescenziale, mai avremmo pensato che molte persone del posto lo prendevano in giro additandolo come omosessuale. Quello che hanno fatto a mio figlio è vergognoso e molto grave!", dice accorata Di Costanzo. " Sono felice di Ikos e per la sua selezione ai David di Donatello. È il giusto riconoscimento per i grandi sacrifici di mio figlio. Spero che vinca lui perché è un corto bellissimo. Giuseppe ha sofferto troppo per colpa di quello che gli hanno fatto. Per anni ho avuto paura che riprovava di nuovo a ammazzarsi. Come ho fatto a andare avanti? Ho lottato per lui e non mi sono fatta domande perché gli dovevo salvare la vita.", conclude questa mamma napoletana che come tante altre ha dovuto lottare per salvare un figlio dal demone della depressione istillato dai bulli. Assunta di Costanzo meriterebbe un premio, anzi mille premi per la grande madre che è stata e per quello che ha fatto; dare forza a un figlio che non voleva più vivere e si è saputo rialzare grazie all'amore di Assunta.

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