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Cronaca Bagnoli / Viale Campi Flegrei

Bagnoli, sabato è #tempodirecupero: i movimenti s'incontrano sulla bonifica

L'obiettivo è coordinare azioni in favore dell'ordinanza sindacale che ha imposto a Fintecna un progetto per la rimozione della colmata a mare

A Bagnoli, associazioni di cittadini e movimenti si mobilitano a favore dell'ordinanza del Comune che ha ordinato la rimozione della colmata e la bonifica del quartiere. Assise Cittadina per Bagnoli, Bancarotta, Casa del popolo Fuorigrotta, laboratorio Iskra, Lokomotiv flegrea e Progetto comunitario, hanno infatti organizzato un incontro – sabato 25 gennaio alle 11 in viale Campi Flegrei – per discutere sulle azioni da portare avanti.

"Gli abitanti di Cavalleggeri d’Aosta e Bagnoli – spiegano gli organizzatori dell'incontro – soffocati per decenni dall’inquinamento industriale, continuano a vivere in un ambiente insalubre e privo di attrezzature urbane adeguate". "L’ex area industriale di Bagnoli è ancora inquinata – proseguono – malgrado vent’anni di lavori e centinaia di milioni di euro spesi per riqualificarla. Il 3 febbraio si aprirà il processo per mancata bonifica contro Bagnolifutura ma un Governo indifferente, i cui predecessori hanno tagliato anche i fondi per risanare il mare e la spiaggia, non si è nemmeno costituito parte civile".

"Fintecna, holding di Cassa Depositi e Prestiti, che ha ereditato nel 2002 dall’ex Iri le aree Italsider ed Eternit, si è garantita un indennizzo di oltre 70 milioni di euro per cederle, ancora inquinate, al Comune di Napoli. Rifiutandosi di rimuovere la colmata a mare, è ricorsa nel ‘99 al Tar per bloccare l’ordinanza del Commissario regionale alle bonifiche che lo imponeva". Il Tar – cui comunque Fintecna, dopo la nuova ordinanza di de Magistris, si è rivolta – questa volta ha respinto la sospensiva.

"Occorre individuare i modi più efficaci per porre un’ipoteca sociale sui beni di Fintecna – proseguono i movimenti del quartiere flegreo – È inaccettabile che questi beni siano privatizzati per rimpolpare le casse di Fintecna; non si tratta di un patrimonio privato, sono pezzi di ricchezza pubblica". "Essi – cocludono gli organizzatori dell'assemblea – vanno recuperati per soddisfare bisogni collettivi e migliorare la qualità di vita dei nostri quartieri, realizzandovi attrezzature sportive, culturali e sociali che siano davvero alla portata di tutti".

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