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Pulizie Asl Napoli 1, lavoratori in rivolta: "Trasferimenti sospetti, vogliamo chiarezza"

Annunciato lo sciopero per il 16 luglio, i sindacati: "L'Azienda sposta gli operatori senza ragione. Vogliamo chiarezza"

 

Otto dipendenti presi da un dipartimento periferico e trasferiti ad un ospedale del centro città. Con altri otto operatori che fanno il percorso inverso. Sembra quasi un gioco delle tre carte quello cui sono sottoposti i lavoratori che si occupano delle pulizie in ambulatori e plessi ospedalieri dell'Asl Napoli 1 Centro. Trasferimenti in massa da un punto all'altro della città senza alcuna spiegazione e senza preavviso. "L'Azienda non è chiara con noi - afferma Guglielmo Mastrogiovanni, segretario regionale Filcams Cgil - non ci spiega perché attua questi spostamenti. L'idea che abbiamo noi è che voglia colpire lavoratori indesiderati e per farlo, crea disagio a tutti i 900 operatori". 

La curiosità è che queste 900 persone circa non sono dipendenti dell'Asl, bensì di due aziende vincitrici di un appalto scaduto da 12 anni e da allora prorogato mese dopo mese. "Una delle cose che non capiamo è perché le richieste di trasferimento arrivino dalla Asl e non dalle nostre aziende" prosegue Mastrogiovanni. Per questo motivo, è stata organizzata un'assemblea davanti alla sede dell'Azienda, nel complesso del Frullone, ma nessun dirigente ha voluto ricevere la delegazione. Sul servizio di pulizia per i locali dell'Asl Napoli 1 Centro ci sono parecchie nubi da tempo. Già a febbraio scorso, Napolitoday pubblicò un servizio sulla proroga record di 12 anni di un bando scaduto, con due delle quattro società vincitrici colpite da interdittiva antimafia. La risposta dell'Asl fu, 48 ore dopo, di escludere dalla proroga le due aziende 'sospette', Esperia e Samir, trasferendo oneri e onori nelle restanti due, Gesap ed Epm. L'ultima proroga, però, è scaduta il 30 giugno: "Adesso le due aziende stanno andando avanti senza neanche la proroga - specifica il segretario Filcams - non si capisce a che titolo".

A questi lavoratori, durante l'esplosione dell'emergenza sanitaria, è stata affidata la sanificazione di ospedali e ambulatori. Peccato che i sindacati abbiano denunciato la totale assenza di dispositivi di protezione individuale. "Quando chiedevamo mascherine e tute l'Asl è scomparsa - sostiene Mastrogiovanni - Oggi, invece, ricompare per stabilire trasferimenti incomprensibili. Abbiamo chiesto da tempo anche l'elenco completo delle persone impiegate in questo servizio, ma non ci è stato dato. Ci sono troppi elementi poco chiari". 

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