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Scioglimento Asl Napoli 1, dal Viminale smentiscono: "Valutazioni in corso"

Ha già esultato l'ex capo del Viminale Salvini: "De Luca definì l'indagine cialtronesca ma avevamo ragione noi. Si occupi degli ospedali"

In merito a notizie apparse su organi di stampa, fonti del Viminale precisano che nessuna decisione è stata assunta, fino ad ora, dal ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, in merito alla proposta di scioglimento della ASL Napoli 1. La fase istruttoria affidata agli uffici competenti è ancora in corso. Successivamente il Ministro dovrà formurare la proposta al Consiglio dei Ministri.

La vicenda parte dall'ospedale San Giovanni Bosco

Il commento della consigliera Ciarambino

“A quasi un anno dalla relazione a firma di parlamentari e consiglieri regionali campani del Movimento 5 Stelle sulle gravissime criticità nella gestione della Asl Napoli 1, a seguito della quale fummo ricevuti dal presidente del Consiglio Conte, e a conclusione di accertamenti della Commissione di accesso sulle infiltrazioni camorristiche, che abbiamo fortemente chiesto e ottenuto con un’interpellanza presentata alla Camera dei Deputati, apprendiamo della decisione del ministro degli Interni (non ancora ufficializzata, ndr) di decretare lo scioglimento della più grande azienda sanitaria del Mezzogiorno. Una notizia che conferma quanto fossero fondate le nostre accuse, corroborate da atti, esposti, report e denunce e successivamente supportate anche da indagini della magistratura, stando alle quali la criminalità organizzata avrebbe approfittato di una gestione lacunosa per mettere radici nei nostri ospedali e arrivando a controllare assunzioni, turni dei sanitari, opere di edilizia e liste d’attesa. Secondo i magistrati della Dda di Napoli, l’ospedale San Giovanni Bosco sarebbe diventato la “sede sociale” dell’Alleanza di Secondigliano”. Lo dichiara la capogruppo regionale M5S e responsabile nazionale sanità Valeria Ciarambino.

“La decisione del ministro Lamorgese non può che essere corroborata da gravi riscontri alle nostre accuse documentati dalla Commissione d’accesso, il cui insediamento fu tacciato dal governatore della Campania e allora commissario ad acta come “una buffonata politico-propagandistica, un atto ridicolo e cialtronesco”. Al governatore che arrivò a invocare le dimissioni del prefetto Pagano, dopo averla pubblicamente offesa, chiediamo ora che sia lui a scusarsi per come ha consentito che fosse gestita la principale azienda sanitaria della nostra regione. Questo scioglimento rappresenta l’ultimo e indecoroso atto della gestione De Luca, su cui non può che calare definitivamente il sipario. Una sua eventuale ricandidatura sarebbe un’offesa a questa gente e a questa terra”.    

Gasparri

"Mentre De Luca pensa solo a imitare i suoi imitatori facendo satira in tv, la camorra si infiltra nella Asl di Napoli gestita dai suoi seguaci. A casa". Lo scrive in un tweet il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. 

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