Morta per relazione con trans, il fratello di Paola resta in carcere: durissime le accuse a suo carico

Il Gip ha convalidato l'arresto per Michele Gaglione. I reati contestati sono: omicidio preterintenzionale "con l'aggravante di aver agito per motivi abietti o futili, non condividendo la relazione affettiva della sorella"

 Il Gip Fortuna Basile del Tribunale di Nola ha convalidato l'arresto eseguito nei confronti di Michele Antonio Gaglione, fratello di Maria Paola, la ragazza rimasta vittima di un incidente ad Acerra

Il Gip ha disposto nei confronti del giovane la misura cautelare della custodia in carcere. I reati contestati a Michele Gaglione sono omicidio preterintenzionale "con l'aggravante di aver agito per motivi abietti o futili, non condividendo la relazione affettiva della sorella". Il fratello di Paola non accettava la relazione amorosa della ragazza con Ciro, un trans di Caivano di 22 anni.

Intanto domani saranno celebrati i funerali della giovane Maria Paola. Appuntamento alle 16:30 nella chiesa di San Paolo Apostolo. A officiare sarà don Patriciello.

L'ordinanza

Michele Antonio Gaglione, residente nel Parco Verde di Caivano, è difeso dagli avvocati Domenico Paolella e Giovanni Cantelli. "Mettendosi all'inseguimento del veicolo Honda sh 300 sul quale viaggiavano la sorella Paola e Ciro Migliore, minacciando quest'ultimo con le parole 'Fermati, ti devo uccidere', fiancheggiando il mezzo lo braccava, li obbligava a tenere una velocità sostenuta, li ha ripetutamente speronati, tagliando la strada e colpendo il veicolo sul lato sinistro con calci, al fine di procurare la caduta del mezzo e le conseguenti lesioni delle giovani. In manovra di svolta verso via degli Etruschi assestava un ulteriore calcio sul lato sinistro del veicolo per effetto del quale Migliore perdeva il controllo del mezzo provocandone la caduta, causando il decesso della sorella Paola. Dopo la caduta raggiungeva Migliore assestandole calci e pugni", recita l'ordinanza. 

La versione di Ciro

"Non è vero che è stato un incidente. Mi è corso dietro, mi voleva per forza ammazzare. L'abbiamo incontrato per caso, me lo sono trovato dietro. Michele è venuto sotto casa mia e mi voleva tagliare la testa, c'era anche mia madre, può confermarlo. Mi ha detto che mi avrebbe ammazzato. Mi diceva che non dovevo stare con la sorella altrimenti mi ammazzava". E' quanto dichiarato da Ciro Migliore, il ragazzo trans rimasto ferito nella caduta dallo scooter risultata fatale alla compagna, Maria Paola.

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L'AVVOCATO DI MICHELE: "NESSUN INTENTO DISCRIMINATORIO"

La difesa della famiglia e di Don Patriciello

I familiari di Michele difendono il figlio asserendo che il ragazzo non aveva cattive intenzioni, ma voleva solamente impedire alla sorella di frequentare Ciro e smentiscono che si sia verificato lo speronamento che ha portato Paola a perdere l'equilibrio del suo scooter e a trovare la morte dopo la caduta. Dello stesso avviso è Don Patriciello, che ha ribadito il concetto già espresso nelle ore successive alla tragedia ai microfoni di NapoliToday: "Michele non voleva uccidere Paola, voleva solo riportarla a casa".

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