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Arrestato anche Carmine Russo, decapitato il clan

Arrestato Carmine Russo, il fratello di Salvatore e Pasquale. In manette anche altri uomini legati al clan. Sono il panettiere incensurato Antonio De Sapio, 53 anni, che ospitava i Russo e due esponenti del clan: Giovanni Sirignano, genero di Salvatore Russo, e Antonio D'Elia

Il clan Russo, uno dei più pericolosi della camorra è stato decimato dagli arresti di questo fine settimana. Alla cattura di Salvatore e Pasquale Russo si aggiunge quello del fratello maggiore Carmine, di 47 anni, e di altri uomini legati all'omonimo clan.

Si nascondevano in un casolare nelle campagne di Sperone, in provincia di Avellino: erano armati ma non hanno opposto resistenza quando i militari del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, comandati dal colonnello Fabio Cagnazzo, e della compagnia di Nola hanno fatto irruzione in piena notte calandosi da un cavalcavia dell'autostrada.

Pasquale Russo era inserito nell'elenco dei 10 latitanti più pericolosi, Carmine Russo in quello dei 100. Il capoclan è stato condannato a vari ergastoli per più omicidi, il fratello deve rispondere di associazione mafiosa ed era ricercato dal 2007. A tradirli è stato il timore provocato dall'arresto di Salvatore: una telefonata di troppo è finita nella rete delle intercettazioni, permettendo ai carabinieri di stringere il cerchio.

Ieri sono finiti in carcere anche il panettiere incensurato Antonio De Sapio, 53 anni, che ospitava i Russo alle spalle della sua abitazione, e due esponenti del clan: Giovanni Sirignano, genero di Salvatore Russo, e Antonio D'Elia accusati di estorsione e usura. Una vera decapitazione per un clan tra i più temibili della provincia di Napoli, una vera e propria holding che, sul modello dei Casalesi, investiva i proventi del racket, ricorda il generale Franco Mottola, comandante regionale dell'Arma, in attività imprenditoriali. I Russo erano collegati con altre cosche della provincia ed erano tra i referenti campani di Cosa Nostra, sottolinea il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Mario Cinque.


I Russo erano tra gli ultimi latitanti di spicco della camorra, secondi solo ai super ricercati dei Casalesi Iovine e Zagaria: complimenti agli investigatori sono venuti dai ministri Maroni, Alfano, La Russa, e dal presidente del Senato Schifani.

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