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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca Marano di napoli / Via Giovanni Falcone

Vini pregiati e cibi ricercati sulla tavola del boss Antonio Teghemie

L'uomo si è infilato in un sottoscala al piano terra della sua casa a Marano pensando di poter sfuggire all'arresto. Tutto inutile

Vini pregiati e cibi ricercati sulla tavola preparata quando i carabinieri di Napoli hanno fatto irruzione nella casa a due piani in via Giovanni Falcone di Marano dove si nascondeva, Antonio Teghemie, ritenuto elemento di spicco del clan camorristico dei Licciardi. L'uomo si è infilato in un sottoscala al piano terra, pensando di poter sfuggire all'arresto e di non poter essere individuato in mezzo ad alcuni scatoloni di cartone, ma i militari dell'Arma lo hanno trovato nel corso di un accuratissima perquisizione operata nell'immobile. In tasca gli hanno trovato 3500 euro in contanti.

Nella casa c'era anche la moglie Maria Licciardi, 60enne, considerata reggente del clan e sorella del defunto boss Gennaro, soprannominato 'a scigna', oltre al padrone dell'abitazione, Gianfranco Leva, 56enne, anch'egli affiliato allo stesso clan e attualmente sottoposto all'obbligo di firma, arrestato per favoreggiamento personale aggravato. A Teghemie sono stati consegnati due provvedimenti restrittivi: un ordine di carcerazione conseguente a condanna a due anni di reclusione per contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli o disegni e vendita di prodotti industriali con segni mendaci aggravati da finalità mafiose. Il clan, ricordano i carabinieri, è specializzato nella commercializzazione in tutto il mondo di falsi di marchi prestigiosi, in particolare di capi di abbigliamento, borse e accessori, macchine fotografiche e trapani elettrici. Dopo i due anni di reclusione l'uomo dovrà inoltre scontare un anno di casa di lavoro decisa nel febbraio 2012 dal magistrato di sorveglianza di Napoli. (Ansa)

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