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Seconda faida di Scampia, 16 arresti: sono mandanti ed esecutori di 8 omicidi

Quattordici persone erano già in carcere. A che cosa hanno portato le indagini sulla guerra di camorra che insanguinò per tre anni le strade di Napoli

Tra Napoli e i carceri di Secondigliano e Poggioreale, stamattina i carabinieri hanno eseguito 16 misure cautelari ad indagati ritenuti affiliati ai clan Di Lauro, Amato-Pagano, e Vinella Grassi. Quattordici dei 16 destinatari del provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Napoli erano già detenuti.

Le indagini

Le indagini, condotte anche attraverso riscontri a dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno consentito innanzitutto di confermare ulteriormente la riconducibilità della cosiddetta “seconda faida di Scampia” alla decisione degli esponenti del clan della Vinella Grassi di scindersi dal clan Di Lauro e confluire in quello Amato-Pagano, questo a sua volta formatosi sul finire del 2004 dagli Scissionisti (detti anche Spagnoli) dei Di Lauro a monte della “prima faida di Scampia”.
La “girata” della Vinella (da qui la denominazione i Girati), secondo gli inquirenti, avvenne su istigazione degli stessi Amato-Pagano.

Altro punto stabilito dalle indagini è la documentazione dell’inizio della seconda faida, che ebbe la sua prima manifestazione con l’omicidio di Giuseppe Pica avvenuto il 14 marzo del 2007, e la sua conclusione, avvenuta il 9 febbraio 2008 con l'omicidio Fusco.

Mandanti ed esecutori di otto omicidi

Secondo gli inquirenti, sono stati identificati mandanti ed esecutori degli omicidi Giuseppe Pica e Francesco Cardillo, affiliati al clan Di Lauro uccisi il 14 marzo del 2007; di Lucio De Lucia, affiliato al clan Di Lauro ucciso il 21 marzo del 2007; di Patrizio De Vitale, al tempo appena passato ai Girati, ucciso il 31 maggio del 2007; di Luigi Giannino, affiliato al clan della Vinella Grassi ucciso il 13 giugno del 2007; Salvatore Ferrara e Luigi Magnetti, affiliati rispettivamente ai clan Di Lauro e della Vinella Grassi, uccisi il 25 settembre del 2007; Carmine Fusco, affiliato al clan Di Lauro, ucciso il 9 febbraio del 2008.

Per l'omicidio di Pica il provvedimento restrittivo è scattato nei riguardi di quattro persone già in carcere, ovvero Rito Calzone, Enzo Notturno, Carmine e Cesare Pagano. Per l'omicidio di Francesco Cardillo invece l'arresto è scattato per Salvatore Frate.

Per l'omicidio di Lucio De Lucia sono stati arrestati Rito Calzone e Cesare Pagano, per quelli di Patrizio De Vitale sono stati arrestati Marco Di Lauro e Nunzio Talotti; per quello di Luigi Giannino sono destinatari di provvedimento restrittivo Marco Di Lauro, Nunzio Talotti, Mario Buono, Raffaele Musolino, Vincenzo Di Lauro. Per la morte di Salvatore Ferrara sono stati destinatari di provvedimento cautelare Raffaele Amato, Cesare Pagano, Salvatore Petriccione e Luca Raiano; per quello di Luigi Magnetti sono stati destinatari di provvedimento cautelare Raffaele Amato, Carmine Pagano, Cesare Pagano, Salvatore petriccione, Renato Napoleone, Davide Francescone. Infine per la morte di Carmine Fusco sono stati eseguiti provvedimenti cautelari per Raffaele Amato, Salvatore Petriccione, Luca Raiano, Fabio Magnetti.

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