Cronaca

Banda dei permessi di soggiorno, le intercettazioni: “Abbiamo fatto entrare migliaia di migranti”

Le indagini erano partite a giugno 2016 da un algerino sospettato di terrorismo. Nel gruppo – che si ritiene fosse di almeno 16 persone – ex poliziotti, un avvocato, un commercialista e diversi extracomunitari

Ufficio immigrazione, Ansa

Sfruttavano i migranti e l'immigrazione clandestina per ottenere profitto. È l'accusa mossa a sette persone oggi raggiunte da altrettante misure cautelari, queste emesse per i reati di associazione per delinquere dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e corruzione. Una banda, quella dei sette – altri nove sono indagati – della quale sarebbero parte integrante anche due ex poliziotti impiegati presso l'Ufficio Immigrazione della Questura di Napoli e degli extracomunitari.

Contestualmente alla notifica delle misure cautelari gli operanti hanno eseguito diverse perquisizioni nei domicili dagli arrestati e degli altri nove indagati.

Le prime notizie: sette arresti, ci sono anche due ex poliziotti

Le indagini, tra terrorismo e corruzione

Le indagini sono partite a giugno 2016. Era stato segnalato un algerino, residente a Napoli, che tramite agenzie di money transfer riceveva e inviava denaro da e verso l'estero, soprattutto Francia e Belgio, un contesto di possibile terrorismo di matrice islamica. Ed è infatti poi emerso che tra uno dei suoi referenti ci fosse un connazionale residente in Belgio con legami jihadisti, poi ucciso in un'operazione della polizia francese.

Sebbene non siano emersi riscontri in fatto di finanziamento del terrorismo, le indagini sull'algerino hanno permesso di accertare l'esistenza di un'organizzazione specializzata in rilasci e rinnovi di permessi di soggiorno ad extracomunitari senza i requisiti di legge. La banda aveva tentacoli nell'intera filiera: dal reperimento dei clienti alla predisposizione delle istanze, contatti con l'ufficio immigrazione della Questura, persone deputate alla consegna dei documenti. Ed aveva tanto di tariffario: da 50 euro per un'informazione a 3mila euro per un permesso di soggiorno. Al momento sono state identificate 136 pratiche di rilascio rinnovo del permesso di soggiorno in debitamente autorizzate, ma c'è la possibilità che anche pratiche regolari siano state alterate dall'organizzazione

La banda e le intercettazioni

Tra le figure di primo piano del gruppo, secondo gli inquirenti, un ex ispettore della Polizia di Stato che era stato in servizio all' Ufficio immigrazioni: coordinava i servizi offerti con diversi intermediari, tra cui un avvocato, un commercialista, degli extracomunitari che raccoglievano la potenziale “clientela”. Secondo la ricostruzione degli investigatori parte di quanto raccolto dall'organizzazione diventava “regalia” per pubblici ufficiali compiacenti.
"Ti dico che ne abbiamo fatto entrare a migliaia qui", ha detto un elemento della banda ad un'altra persona, questo in una conversazione telefonica intercettata dagli investigatori.

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