Posillipo, soldi e droga: 24 ordinanze cautelari

La maxi operazione della guardia di finanza portata a termine stamattina ha fatto emergere una potente organizzazione di narcotrafficanti legata agli scissionisti di Secondigliano e ai Contini

Una presunta organizzazione di narcotrafficanti, operante tra Campania e Lazio, è stata oggetto di una maxi operazione della guardia di finanza che ha avuto luogo stamattina: 150 fiamme gialle del comando provinciale di Napoli, con il supporto dei comandi provinciali di Roma, Salerno, Caserta e Latina, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 24 persone.
Ad emettere il provvedimento è stato il Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea.

L'indebitato "broker del narcotraffico"

La guardia di finanza definisce "vero e proprio broker del narcotraffico", e figura di spicco dell'organizzazione, il 51enne Ciro Capasso. Già coinvolto in altre inchieste incentrate sul traffico di droga, è un uomo ritenuto vicino agli scissionisti di Secondigliano e al comparto finanziario del clan Contini. Vistosi nel 2007 sequestrato un ingente carico di droga, avrebbe maturato secondo gli inquirenti un pesante debito nei riguardi di alcuni clan camorristici, ammontante addirittura ad 1 milione di euro. Una situazione che pare lo abbia legato a filo doppio agli "investitori", al punto da costringerlo a ripagare il tutto a rate, da 30mila euro al mese.

Tornato in libertà, superata la grave crisi finanziaria, Capasso avrebbe secondo gli investigatori ripreso a pieno regime la sua attività di narcotrafficante investendo anche parte dei suoi guadagni nel settore della ristorazione. Proprio uno dei locali da lui gestiti, la notissima trattoria-gourmet Tufò di via Posillipo, sarebbe stato il teatro di alcune riunioni del gruppo di narcotrafficanti al centro dell'operazione di stamane.

Soldi, e droga a Posillipo: le riunioni da Tufò

Durante uno degli incontri monitorati dagli specialisti del Gico (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) del nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli, gli inquirenti hanno accertato la presenza di Rosario Lumia, classe '87, che dopo qualche giorno - il 16 maggio 2018 - sarebbe stato messo in manette per aver nascosto nella sua auto 33 chili di cocaina. A casa sua, a Posillipo, le forze dell'ordine trovarono e sequestrarono 217mila euro, 14mila dollari Usa, 3 orologi di lusso (2 Rolex e un Hublot) del valore totale di circa 20mila euro. Una quantità di denaro tale da portare gli investigatori a credere Lumia fosse non un semplice corriere, ma uno dei vertici dell'organizzazione, nonché a dare agli inquirenti la misura delle potenzialità economiche della banda di narcotrafficanti.

A luglio a Casalnuovo è poi avvenuto un altro sequestro a carico di presunti esponenti del sodalizio, nonché l'arresto di Carmine Pandolfi, Antonio Grimaldi, Antonio Russo, e dello stesso Ciro Capasso. Con loro c'era cocaina dal valore di 10 milioni di euro, destinata alle piazze di spaccio di Napoli, Salerno e Caserta.

Narcotrafficanti col reddito di cittadinanza

Nei confronti dei principali indagati è stato eseguito, tra le province di Napoli e Caserta, anche il sequestro di 7 società tra cui quelle riferite alla gestione dei ristoranti a insegna “Tufò”. Sequestrati anche tre immobili, 13 veicoli, e 68 rapporti finanziari, il tutto dal totale valore di oltre 1 milione di euro.

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Infine, sei tra i nuclei familiari delle persone colpite da provvedimenti cautelari sono risultati essere beneficiari di reddito di cittadinanza. Le loro posizioni sono state segnalate all’Inps che revocherà il bonus.

"In riferimento alla notizia della chiusura della nostra attività, apparsa su alcune testate giornalistiche questa mattina, desideriamo informare tutti che sia la Trattoria che il Take Away non hanno subito e non subiranno interruzione di servizio", è la nota dei gestori di Tufo' sui social.

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