menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Rifiuti, arrestati Di Gennaro e Catenacci per reati ambientali

In manette l'ex vice di Bertolaso alla Protezione Civile e l'ex commissario straordinario per i rifiuti. Sversamento in mare del percolato. Arrestate anche altre 12 persone, numerosi gli indagati

Marta Di Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione Civile, ed il prefetto Corrado Catenacci, ex commissario ai rifiuti della Regione Campania, sono stati arrestati nell'ambito di un'operazione per reati ambientali eseguita in varie zone d'Italia dai carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) e dalla Guardia di Finanza di Napoli, coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli.

Ai due è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. Nella stessa operazione sono state arrestate altre 12 persone. Le accuse sono di associazione per delinquere, truffa e reati ambientali.

Nel corso delle indagini è stata accertata l'esistenza di un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani che ha consentito, per anni, lo sversamento in mare del percolato (rifiuto liquido prodotto dalle discariche di rifiuti solidi urbani), in violazione delle norme a tutela dell'ambiente. Il percolato veniva immesso senza alcun trattamento nei depuratori dai quali finiva direttamente in mare, contribuendo ad inquinare un lunghissimo tratto di costa della Campania, dal Salernitano fino al Casertano.

Sequestri di documentazione sono stati messi in atto in diverse sedi istituzionali, come la Prefettura di Napoli, la Regione Campania ma anche la Protezione civile di Roma e in sedi di aziende di rilievo nazionale. L'indagine, durata fino al luglio 2010 e prosecuzione di quella conclusa nel maggio 2008 - nota con il nome di 'Operazione Rompiballe', che ha portato all'arresto di 25 indagati per traffico illecito di rifiuti - è stata sviluppata mediante attività tecniche, nonché riscontri documentali, che hanno permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti di ex uomini politici, professori universitari, dirigenti della pubblica amministrazione e tecnici delle strutture commissariali che si sono avvicendati al Commissariato per l'emergenza rifiuti della Regione Campania dal 2006 al 2008. Le ordinanze di custodia cautelare - 8 in carcere e sei ai domiciliari - sono state eseguite a Napoli, Roma, Caserta e Parma.

E tra gli indagati anche i nomi dell'ex presidente della Regione Antonio Bassolino, l'ex assessore regionale Luigi Nocera e l'ex capo della segreteria politica di Bassolino, Gianfranco Nappi. Manette infine per Gianfranco Mascazzini - a cui sono stati poi concessi gli arresti domiciliari - e a Lionello Serva, ex sub-commissario per i rifiuti della Regione Campania, Claudio Di Biasio, tecnico degli impianti del Commissariato, Generoso Schiavone, responsabile della Gestione acque per i depuratori della Regione Campania e Mario Lupacchini, dirigente del settore Ecologia della Regione.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Lotto, estrazione di martedì 6 aprile 2021

Ultime di Oggi
  • Cronaca

    Cento 'mutande' marciano a Chiaia. Federmoda: "Siamo i nuovi poveri"

  • Cronaca

    Covid in Campania: bollettino vaccinazioni aggiornato al 10 aprile

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

NapoliToday è in caricamento