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Domenica, 29 Gennaio 2023
Cronaca Massa lubrense

Colpo da 335mila euro in una ditta, in manette banda del buco

Arrestati quattro dei cinque presunti elementi che misero a segno il colpo a Massa Lubrense. Si cerca una quinta persona

Stamattina i carabinieri della compagnia di Sorrento hanno proceduto all'arresto di 4 persone, delle quali tre destinatarie della custodia cautelare in carcere ed una destinataria della misura cautelare degli arresti domiciliari. La misura è stata disposta del Gip di Torre Annunziata su richiesta della locale procura. Una quinta persona è tuttora ricercata.
Si tratta di indiziati di furto pluriaggravato in concorso. Il fatto risale alla notte tra il 31 gennaio e il 1 febbraio 2021, quando, a Massa Lubrense presso la sede commerciale di un'azienda, avvenne un furto di orologi, monete e banconote per un valore stimato di circa 335mila euro.

Dal primo sopralluogo sulla scena del crimine i carabinieri notarono che gli autori del reato erano penetrati nella sede della ditta, attraversando un agrumeto vicino e, con scale telescopiche, si erano introdotti nel secondo piano dell'edificio accedendo da una finestra del bagno non coperta da sistema di allarme. I malviventi, una volta all'interno, per bypassare il sistema di videosorveglianza e l'allarme posto alla porta dell'ufficio del titolare della ditta, avevano praticato un foro nella parete che divide il bagno dall'ufficio principale, questo su di un muro ove era posizionata una cassaforte ad armadio. Quindi, con attrezzi di carpenteria e con l'uso di un flex, erano riusciti ad aprire uno squarcio nella parete retrostante la cassaforte, sottraendone il contenuto, compresa una seconda e più piccola cassaforte in metallo che era ancorata alla cassaforte principale.

Le indagini, ad opera dei carabinieri e coordinate dalla procura di Torre, hanno consentito di ricostruire tutte le fasi del furto, dai sopralluoghi preliminari eseguiti nei giorni precedenti alla commissione dello stesso, ai ruoli avuti dagli autori durante l'azione criminosa, alla fase successiva della fuga e della spartizione della refurtiva. L'analisi delle telecamere di videosorveglianza private, lo studio dei tabulati telefonici, il tracciamento del traffico veicolare registrato dai sistemi di lettura delle targhe hanno consentito di documentare gli spostamenti effettuati e le autovetture utilizzate dai presunti autori del reato. La ricostruzione investigativa, operata dai carabinieri della compagnia di Sorrento e condivisa dal Giudice per le indagini preliminari, ha consentito di raccogliere quello che viene ritenuto "un grave quadro indiziario a carico degli indagati".

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