Cronaca

Bancarotta fraudolenta e falso in bilancio: arrestato imprenditore napoletano

Due misure cautelari, a Napoli e Roma. Ai domiciliari finiscono un imprenditore partenopeo e il suo commercialista. Avrebbero, secondo gli inquirenti, lasciato in stato di "decozione" una società immobiliare tecnicamente già fallita anni prima

Bancarotta fraudolenta e falso in bilancio: con queste accuse sono stati arrestati (domiciliari) un imprenditore napoletano, Giancarlo Buontempo, 51 anni, e il suo commercialista 55enne. L’indagine, condotta dalla III Sezione “Criminalità Economica” della Procura di Napoli, ha interessato una società immobiliare dichiarata fallita il 4 gennaio 2019 dal Tribunale di Napoli. Secondo la ricostruzione fornita dalla Guardia di Finanza la società - costituita nel 2007 in Toscana, si occupava di costruire e vendere immobili in provincia di Siena: già nel 2010 avrebbe cominciato a "maturare i primi debiti nei confronti dell'Istituto di credito che aveva concesso consistenti finanziamenti nonché nei confronti dell’Erario, per poi versare in un vero e proprio stato di decozione a partire dal luglio 2011", si legge in una nota del Comando Provinciale.

Il commercialista assumeva la carica di amministratore di diritto nel 2015. Gli inquirenti spiegano che "i due indagati deliberatamente evitavano di avviare la fase di liquidazione della società, causando in questo modo un notevole incremento delle posizioni debitorie e delle perdite. In una situazione di palese dissesto, essi davano corso alla vendita di diverse unità immobiliari di pregio site nella provincia senese con la successiva distrazione del ricavato che avrebbe costituito la garanzia patrimoniale dei creditori".

La società veniva posta in liquidazione solo nel 2018 e tre mesi dopo era dichiarata fallita. In Corte d'Appello "sono stati prodotti i bilanci degli ultimi tre anni, tutti oggetto di una grave condotta di falsificazione diretta a dimostrare il mancato superamento delle così dette “soglie di fallibilità”".Nel provvedimento è stata evidenziata la pericolosità degli indagati e l’attualità del pericolo di reiterazione di reati della stessa specie (fallimentare e societaria) anche in considerazione del fatto che dalla documentazione analizzata emergono altre società immobiliari toscane, versanti in stato di crisi, inizialmente partecipate ed amministrate da Buontempo e successivamente gestite dal commercialista, presso il cui studio sono state trasferite le sedi legali", conclude la nota della Guardia di Finanza. 

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